Progetto scuola lavoro, le proteste degli studenti in piazza

Progetto scuola lavoro, le proteste degli studenti in piazza

Gli studenti italiani ancora una volta costretti a scendere in piazza animando delle proteste per difendere i propri diritti. Il progetto scuola lavoro a quanto pare non sta dando i risultati sperati, le aziende hanno trovato un nuovo modo per sfruttare i giovani?

Progetto scuola lavoro, le nuove proteste

Da qualche anno gli studenti italiani hanno avuto modo di mettersi in gioco attraverso l’alternanza scuola lavoro. Il progetto però non sta dando i risultati sperati. Secondo le proteste messe in atto dagli studenti i vari tirocini non sono selezioni a seconda delle capacità o degli indirizzi… Così, secondo le denunce sociali, si darebbe modo agli imprenditori di sfruttare la manodopera giovanile ad un costo decisamente ridotto. A scendere in piazza con gli studenti è stato anche il presidente nazionale di Anief, Marcello Pacifico: “Gli studenti hanno ragione”.

Progetto scuola lavoro, nessuna qualità negli stage?

Gli studenti scesi in piazza per animare nuove proteste hanno sottolineato come durante questo percorso scolastico nessuno pensa realmente a garantire il loro futuro. Sembrerebbe infatti che i vari stage non vengano selezionati con dei criteri ben precisi, ma solo con un occhio di riguardo alle aziende, sarà vero? Il presidente nazionale di Anief, Marcello Pacifico: “A distanza di oltre due anni dall’approvazione della Legge 107/2015 che ha potenziato il progetto di collegamento con le aziende, gli studenti del triennio finale delle scuole superiori continuano ad avere pochissime tutele e attendono ancora l’approvazione dello statuto dei loro diritti che garantisca qualità e gratuità degli stage”. 

Progetto scuola lavoro, non facilità il futuro?

Secondo gli studenti che oggi stanno manifestando in piazza il progetto scuola lavoro non li aiuterebbe ad avviare una carriera. Il perché è davvero molto semplice, alle aziende converrebbe assumere con stage gli studenti aderenti al progetto cambiando spesso manodopera, la quale resta comunque a basso costo. Una conferma di quanto detto arriva dal fatto che i tirocini universitari in poco più di un anno sono arrivati a ben 143.000.

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