Quanto sale consumano gli italiani? Dati preoccupanti al Sud: quali rischi per la salute

Quanto sale consumano gli italiani Dati preoccupanti al Sud quali rischi per la salute

Che mangiare troppo sale fa male alla salute, questo è ampiamente risaputo. Ma non sempre facciamo attenzione alla quantità di sale che inseriamo nella nostra alimentazione giornaliera tra un pasto e l’altro, col rischio che a volte non ci rendiamo conto di esporre il nostro organismo a patologie legate alla non corretta alimentazione. In particolare, l’eccessivo uso di sale aumenta per esempio la pressione arteriosa aumentando il rischio di infarto ma anche di ictus, ed ancora espone gradualmente il nostro organismo a patologie come il tumore dell’apparato digerente, l’osteoporosi, la malattia renale cronica e così via. Quanto è importante allora limitare l’uso del sale in cucina? Moltissimo. E la settimana mondiale del sale, che si svolgerà dal 20 al 26 marzo 2017 per iniziativa del World Action on Salt & Health (che coinvolge per 95 Paesi al mondo), ne confermerà l’importanza.

Quanto sale consumano gli italiani: ecco i dati preoccupanti

Secondo lo studio “MinSal 2009-2012” , effettuato dall’Università di Napoli Federico II insieme all’Istituto Superiore di Sanità (ISS), ed in collaborazione con l’ex Istituto Nazionale di Ricerca per gli Alimenti e la Nutrizione, l’Università Cattolica di Campobasso, la Clinica Pediatrica dell’Università di Foggia e  la Fondazione per l’Ipertensione Arteriosa, gli italiani consumato troppo sale, e i dati preoccupanti arrivano proprio dal Sud Italia. Vediamoli meglio.

Se la dose massima di sale consigliata per l’alimentazione giornaliera è di 5 g, soltanto il 5 % degli uomini ed il 15 % delle donne dichiara di rispettarne il limite. Il resto delle persone in Italia non rispetta il limite di dose di sale che si dovrebbe assumere al giorno. In Italia infatti si riscontrano dati diversi da Regione a Regione, ma la situazione è palesemente più critica al Sud Italia sia per gli uomini che per la donne, dove si sa che l’alimentazione è elevato a “fattore culturale”. Preoccupazione anche per i giovani: secondo lo studio, ben il 93% dei ragazzi e l’89% delle ragazze ha un consumo superiore al valore consigliato per la loro età. L’obiettivo delle settimana mondiale del sale è non solo quello di sensibilizzare direttamente la popolazione al tema della riduzione dell’uso del sale, ma soprattutto le grandi imprese da cui ormai compriamo la maggior parte dei cibi già pronti.

 

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