Quanto sei intelligente? Guarda le pupille e lo saprai, lo dice la scienza

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Una nuova ricerca in campo medico-scientifico è destinata a sollevare polemiche. Secondo un gruppo di ricercatori americani la grandezza delle pupille indica il livello di intelligenza di un individuo. Più le pupille sono grandi, più si è intelligenti! Il segreto però è chiuso nell’area che collega le pupille al cervello chiamata locus coeruleus.

Gli scienziati del Georgia Institute of Technologyy che si sono occupati dello studio, hanno pubblicato gli importanti risultati sulla rivista Cognitive Psychology. Al progetto di ricerca hanno partecipato 512 soggetti impegnati in diversi test cognitivi per misurare la memoria di lavoro e l’intelligenza fluida, ovvero la capacità di risolvere problemi in situazioni nuove, applicando la logica. La memoria di lavoro invece si riferisce a quella a breve termine, un esempio pratico sono i numeri o le parole che digitiamo sulla tastiera mentre scriviamo. In base ai risultati dei test è emerso che gli individui con le pupille più grandi hanno totalizzato punteggi più alti. Le performance cognitive dunque erano influenzate appunto dalle dimensioni di questa parte del corpo. Il locus coeruleus è un’area particolare da anni al centro di studi, la sua attività neutrale infatti è associata alle modifiche della dimensione delle pupille e comunica direttamente con il lobo prefrontale, dove hanno sede le funzioni cognitive, volgarmente definite con il termine intelligenza.

Un altro studio condotto in Belgio invece ha stabilito che le funzioni cognitive dipendono dalle stagioni, il picco massimo si concentra a giugno, durante il solstizio d’estate. Tornando alle pupille ricordiamo che sono dei fori che consentono alla luce di entrare nel nostro occhio. Sono di colore nero perché la luce entra non può più uscire, quando siamo al buio la pupilla di dilata mentre al sole si restringe per proteggere l’occhio. Le dimensioni della pupilla dipendono dalla contrazione di due gruppi di muscoli dell’iride: il primo fibre circolari la restringe, l’altro con fibre radiali la dilata. La ricerca non tiene conto dei movimenti ma della dimensione della pupilla quando è inattiva. Ed ora tutti davanti allo specchio!

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