Radio e chemioterapia non bastano, la cura del tumore inizia a tavola?

Radio e chemioterapia non bastano, la cura del tumore inizia a tavola?

La lotta contro il cancro si può combattere in molteplici campi. Secondo alcuni medici infatti la radio e chemioterapia non bastano più, la cura del tumore inizia a tavola.

Lotta contro il cancro, prevenzione

Nei momenti in cui si parla di lotta contro il cancro la prima parola che deve essere utilizzata in ambito medico, oltre che in quello personale, senza ombra di dubbio è prevenzione. All’interno di questo termine rientrano tutta una serie di esami specifici che devono essere fatti a seconda del caso clinico che si presenta al medico. In molti sanno ad esempio che la prevenzione nella donna deve cominciare ad essere assidua già dai 40 anni in poi, con esami al seno e all’utero; diverso il discorso per l’uomo che per la prevenzione deve concentrarsi innanzi tutto sulla prostata, a partire già dai 45 anni in poi. La domanda giusta da porsi in questo caso però è: come mai la lotta al tumore inizia a tavola?

Radio e chemioterapia, quando iniziare?

Quando una persona inizia la sua lotta contro il cancro, sa benissimo che la cura del tumore in una fase iniziale senza ombra di dubbio viene determinata dalla radio e chemioterapia. Quando iniziare questo tipo di cure resta sempre un terno al lotto, nel senso che bisogna tenere conto dello stato in cui si trova la malattia, ma anche dello stato di salute della persona. Un esempio pratico per capire quanto stiamo dicendo può essere un tumore operabile, molto spesso i medici si trovano costretti a consegnare la radioterapia per il semplice motivo che dopo la rimozione di un tumore potrebbe essersi diffusa nel corpo una metastasi e quindi ci si trova costretti a neutralizzarla nell’immediato anche in modo preventivo. Come abbiamo accennato inizialmente però la cura del tumore stesso inizia a tavola, scopriamo perché

Alimentazione e tumore, le regole da seguire

Come abbiamo accennato nei paragrafi precedenti la cura il tumore inizia a tavola, dato che alcuni medici sostengono come radio e chemioterapia non bastano proprio. Alla base della lotta costa il cancro infatti deve esserci un esercizio fisico costante, evitare quanto più possibile il fumo, avvalersi di una comunicazione col medico e dove serve un supporto psicologico Ma innanzitutto migliorare l’alimentazione. A spiegare tutto nel dettaglio è stato anche l’oncologo Massimo Bonucci, presidente dell’Associazione ricerca terapie oncologiche integrate (Artoi): “L’esercizio fisico migliora la circolazione del sangue l’ossigenazione, questo ha un effetto antinfiammatorio a livello cellulare. Importantissima e, infine, l’alimentazione come terapia complementare, perché gli alimenti interagiscono con la malattia. Quello che mangiamo modifica e batteri della nostra flora intestinale e questi organismi a loro volta hanno una funzione nell’essere pro o anti cancerogeni. Ma non basta un nutrizionista generico,– conclude dottor Bonucci -.  L’oncologo deve indirizzare il paziente verso lo specialista ho una struttura di riferimento“.

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