Reddito di cittadinanza, caos al Caf di Bari: “Dove sono i moduli?”

Richiesta moduli reddito di cittadinanza: Caf di Bari presi d'assalto

Comuni e Caf assediati dai cittadini che chiedono i moduli per il reddito di cittadinanza. Il Governo non si è ancora insediato e c’è caos sull’annuncio elettorale fatto dal Movimento 5 Stelle. Non esiste nessun riferimento normativo.

Reddito di cittadinanza: i cittadini reclamano i moduli

Le elezioni politiche del 4 marzo 2018 hanno visto la vittoria del Movimento 5 Stelle. Il Governo non si è ancora insediato ma i cittadini si aspettano che le promesse elettorali diventino realtà. Peccato che dagli annunci elettorali alla norma ci sia un iter lungo e tortuoso senza dimenticare che il M5S non ha ben chiarito da dove prenderà i soldi per il reddito di cittadinanza. I Caf di Giovinazzo in provincia di Bari hanno dovuto fare i conti con le richieste avanzate da molti cittadini, soprattutto giovani, che volevano avere informazioni sul modulo per iscriversi alle liste per ottenere il reddito di cittadinanza. Gli operatori hanno risposto che non esistono moduli e quello che in un primo momento sembrava quasi uno scherzo è diventato realtà quando altri cittadini si sono recati presso l’assessorato ai servizi sociali del comune. Molti curiosi hanno chiesto informazioni a Porta Futuro la struttura del Comune di Bari che si occupa della gestione della domanda e offerta di lavoro.

La disoccupazione non si risolve con il reddito di cittadinanza

I pentastellati hanno ottenuto un risultato eccezionale soprattutto al sud l’identikit di chi si rivolge ai Caf, come dichiarato da La Gazzetta del Mezzogiorno è questo: giovane, disoccupato e con livello culturale sotto la media. La gente ha abboccato alle promesse elettorali e dopo aver votato sperava davvero che il reddito di cittadinanza diventasse operativo in pochi giorni perché l’ha sentito alla televisione. Non è semplice per gli operatori dover spiegare che non c’è nessuna legge. Secondo gli economisti per il reddito di cittadinanza servono 15 miliardi di euro all’anno e che probabilmente ci vorranno alcuni anni prima che questa promessa diventi realtà. L’assegno inoltre non sarà un regalo da parte del Governo ma costituisce un impegno concreto perché chi lo riceverà si renderà disponibile ad eseguire piccoli lavori o manutenzioni a livello comunale. Non è con un assegno che si risolve il problema della disoccupazione.

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