Referendum Irlanda: stravince il sì a favore dell’aborto

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Referendum Irlanda: si scrive la storia. Ancora una volta l’Irlanda si dimostra attenta a salvaguardare alcuni tra i diritti umani più importanti. L’isola di Smeraldo era stata una delle prime a svoltare, tempo fa, per quel che riguarda la questione delle unioni civili. Adesso, con un referendum che chiedeva l’abrogazione di una legge costituzionale (articolo 40.3.3 della Costituzione) che vietava l’aborto, ha stravinto il Sì (con percentuali altissime) e un altro passo avanti sarà compiuto, attraverso una legge che regolamenterà l’aborto stesso. Si tratta di un vero e proprio risultato storico, sottolineato anche dal Comitato che sosteneva il No, che ha pubblicamente ammesso la sconfitta.

Referendum Irlanda: le reazioni

Le due campagne a favore sia del Sì che del No avevano creato molto in termini di prodotti mediatici. Da un lato il Sì, che ha attirato molti sostenitori e che, negli ultimi giorni, è divenuto sempre più discusso e importante attraverso l‘hashtag diffuso #hometovote, utilizzato da coloro che erano all’estero, tornati in patria soltanto per votare. Così tanto importante che anche Leo Varadkar, primo ministro irlandese e leader del partito di centrodestra, l’ha utilizzato. Dall’altro invece la campagna portata avanti dal Comitato per il No, che si è basato su un tipo di discussione abbastanza emotiva, attraverso immagini di feti o bambini mai nati.

Il tutto ha suscitato molte critiche, nate essenzialmente dalle inesattezze diffuse dagli anti-abortisti. Queste inesattezze sono state sottlineate dall’Irish Times, che ha dedicato articoli per smentire una notizia che era stata portata avanti dal Comitato: essi dicevano, infatti, che con il Sì sarebbe stata permessa l’interruzione di gravidanza solo fino al sesto mese, fatto non vero. Allo stesso tempo avevano fatte proprie immagini di bambini down (e ciò ha portato a una reazione negativa da parte della critica) e una canzone di Ed Sheeran, che si è detto prontamente lotano dalle loro posizioni.

Referendum Irlanda: i risultati

Che si potesse arrivare a un risultato simile, era abbastanza prevedibile. L’articolo 40.3.3 della Costituzione era stato creato nel 1983, a seguito di un Referendum Costituzionale. Nel 1992 la Corte Suprema aveva stabilito che l’interruzione di gravidanza potesse avvenire soltanto nel caso in cui fosse messa in pericolo la vita della donna, anche se non ci fu nessuna applicazione pratica di questa legge e le donne furono costrette ad abortire all’estero. Dal 2013, dopo la condanna ottenuta 3 anni prima dalla Corte europea dei diritti dell’uomo, quella che era solo una legge teorica è divenuta realtà.

Con questo referendum, invece, la possibilità di poter interrompere la gravidanza è estesa in tutti i campi (anche stupri o violenze, che prima non prevedevano l’aborto) e abortire non costerà più, com’era prima, fino a 14 anni di carcere. I risultati hanno visto un ottenimento del sì da parte dei due terzi dei votati: il 66,4 per cento dei voti (era già stato intuito dagli exit poll) è stato a favore dell’aborto, con un’affluenza che è stata pari al 64%.

Referendum Irlanda, un risultato storico?

Ciò che subito si evince dai risultati del Referendum irlandese è che si è scritto un pezzo di storia molto importante, per diverse ragioni. La questione dell’aborto è molto discussa, e vede un grandissimo numero di persone che sono completamente contrarie a quello che considerano – essenzialmente – un omicidio. Dall’altro canto c’è la volontà da parte di una donna di portare a termine una gravidanza, se questa significherà ulteriori sofferenze in vita per il bambino. Insomma, lo scontro tra le parti lo si conosce benissimo, ed è stato intenso anche in Irlanda, data la presenza di un Comitato per il No che fino alla fine ha cercato di raccogliere consenso.

Bisogna anche sottolineare la presenza di una legge costituzionale in Irlanda che vietava la possibilità di abortire. Ma, soprattutto, è importante anche il fatto che il cristianesimo sia ben radicato in Irlanda e che, nonostante tutto, non abbia significato un risultato negativo per i sostenitori dell’abrogazione della legge. Sono, a tal proposito, iconiche le parole di Lisa O’ CarrollThis is quite a sight on historic day.