Resistenza agli antibiotici, in arrivo piano per ridurre i consumi e come difendersi

resistenza antibiotici in Italia come difendersi

Gli obiettivi del Ministero della Salute in Italia sono ridurre il consumo di medicinali acquistati in farmacia e a uso veterinario, per interrompere la catena che dagli allevamenti fa ingerire questi farmaci quando siamo a tavola e provoca la resistenza agli antibiotici: nel 2050 è previsto che i batteri killer multi resistenti uccideranno ogni 3 secondi: quali sono, dove si trovano e come difendersi

Resistenza antibiotici, cosa fare e come agire contro i batteri killer multi resistenti

Nel 2050 i batteri resistenti agli antibiotici uccideranno una persona ogni tre secondi, per un totale di 10 milioni di vittime. La resistenza all’antibiotico, indotta da un uso eccessivo e inappropriato di questi medicinali, è una minaccia globale che rischia addirittura di mettere a rischio la vita sulla Terra. Dopo le linee guida europee per un uso appropriato degli antibiotici, il Ministero della Salute italiano ha presentato il Piano nazionale di contrasto all’antimicrobico-resistenza  che è ora al vaglio della Conferenza delle Regioni.  Sarà efficace per scongiurare la resistenza agli antibiotici?

Resistenza agli antibiotici, gli obiettivi del Ministero della Salute

Gli obiettivi sono ambiziosi, ma secondo il Ministero perfettamente fattibili: ridurre del 10% il consumo degli antibiotici acquistati in farmacia, del 5% quelli dispensati in ospedale e ben del 30% quelli a uso veterinario. Lo scopo del gioco è  interrompere la catena che dagli allevamenti fa ingerire antibiotici quando si è a tavola. Pollo e bistecche, quindi, possono contenere dei farmaci e noi li mangiamo senza saperlo.

 Resistenza agli antibiotici, farmacisti nel mirino

Questo piano punta alla formazione dei medici, ma anche a campagne di informazione ai cittadini. Sono loro che sono ancora convinti che gli antibiotici servano per curare influenza e raffreddore. Anche per i farmacisti sono nel mirino, rei di assecondare troppo le terapie fai da te di tanti pazienti e assistiti che chiedono di acquistare questi medicinali senza ricetta medica, magari per diretta conoscenza del farmacista. Nessuna sanzione a livello statale per ora, ma si prevede un monitoraggio massiccio onde evitare anomalie nei consumi e debellare la resistenza agli antibiotici. Probabilmente, saranno le singole Regioni a pensare a sanzioni o provvedimenti amministrativi, dal pagamento di una ammenda alla chiusura temporanea o definitiva dell’attività.

Resistenza agli antibiotici, dove e quali sono i pericolosi batteri killer

Non solo erogazione di farmaci e medicinali esclusivamente con ricetta medica, bensì anche monitoraggio e sorveglianza dei super batteri resistenti alle cure farmacologiche. Sarà messo a punto un sistema di allerta per segnalare nuovi casi e laboratori di riferimento per la caratterizzazione molecolare dei batteri isolati. Questo allo scopo di individuare e localizzare le aree di maggior rischio di infezioni batteriche multi resistenti in Italia. Attualmente sono oltre 280mila e provocano tra i 4500 e i 7000 decessi, ma notificati al ISS sono solo poco più di 5300. La maggioranza si rileva in ospedale, mentre solo un decimo presso casa propria. Le Regioni più colpite sono il Lazio, il Piemonte, la Lombardia, l’Emilia-Romagna e la Liguria. I responsabili, la klebisiella pneumoniae, l’escherichia coli e il Acinetobacter, uno dei 10 batteri più pericolosi nell’uomo che ha una resistenza agli antibiotici e alle terapie di ultima generazione nel 78% dei casi.

Economia e resistenza agli antibiotici in Italia, come difendersi

Infezioni inattaccabili dai farmaci che colpiscono quasi al 10% dei pazienti italiani, ma che rappresentano una minaccia anche per l’economia italiana, visto che le infezioni da super batteri resistenti agli antibiotici in Europa causano 2,5 milioni di giornate di ricovero e un costo di 1,5 miliardi di Euro. Bisogna prevenire la diffusione delle infezioni antibiotico resistenti, garantirne la loro tracciabilità, migliorare la prescrizione di antibiotici aumentando l’uso di quelli più mirati e favorire un maggiore sviluppo di nuovi farmaci e test diagnostici, isolando i pazienti colpiti da questi batteri killer e immuni alle terapie farmacologiche convenzionali.

Commenta per primo

Lascia un commento

L'indirizzo email non sarà pubblicato.


*


Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.