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Robot giapponesi: per la prima volta a spasso su un asteroide

Da Redazione

Ottobre 01, 2018

Robot giapponesi: per la prima volta a spasso su un asteroide
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I robot giapponesi hanno oltrepassato quei confini sino ad ora sconosciuto nel mondo dello spazio. Hayabusa 2 esplora la superficie dell’asteroide Ryugu. E invia uno scatto fotografico sulla terra.

Robot giapponesi: le foto

Dalla foto arrivate il 21 settembre sulla Terra si intravedono le ombre che la navicella imprime sull’asteroide, e considerato il fatto che dista oltre 280 milioni di chilometri, stiamo parlando di un gran bel passo.

Ryugu è stato scoperto nel maggio del 1999, grazie ad un telescopio automatico del Progetto LINEAR (Nasa, Mit ed esercito Usa). Esso non solo gira intorno al Sole ma si trova pure nella Fascia Principale degli asteroidi, tra Marte e Giove. Il fatto che la sua orbita sia palesemente ellittica, l’asteroide tende a sfiorare il giro della Terra, rientrando tra i pianetini di Apollo più pericolosi.

Il viaggio della navicella è durato tre anni e mezzo. Dopo aver trovato lo scorso giugno scorso la sua meta, il 21 e 22 settembre, è stato scaricato un prezioso carico scientifico sulla superficie, alias due tozzi mini-rover cilindrici, dalla larghezza di 18 centimetri e dall’altezza di 7, e dal peso terrestre di un chilo. Una volta toccato il suolo dell’asteroide i robottini hanno avuto un doppio rimbalzo, senza subire danni. Tra qualche mese, i due mini-robot scenderanno sulla superficie di Ryugu.

La missione dei robot giapponesi su Ryugu

I robot hanno delle missioni specifiche come quelle di catturare immagini e dati vari dell’asteroide, tra cui temperatura accelerazione. Essi infatti sono dotati di molte tecnologie avanzate come il braccio robotico, motori, pannelli solari e sistema di trasmissione.

In ottobre la navicella rimasta in orbita sparerà su Ryugu una pallottola di tantalio con una massa di 5 grammi per sollevare una nuvola di polvere. L’intento è quello di raccogliere e riportare a terra nel dicembre 2020. Una simile impresa è stata già tentata nel 2005 su un altro asteroide ma con esito non totalmente positivo

 

 

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