Rottamazione Equitalia: cosa succede a chi non paga prima rata

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Rottamazione Equitalia scade oggi: cosa succede a chi non paga

Poche ore ancora per saldare la prima rata della rottamazione delle cartelle esattoriali. Oggi 31 luglio 2018 è la data di scadenza per chi ha aderito alla definizione agevolata. Molti contribuenti sono ancora indecisi sul da farsi perché Lega e M5S hanno annunciato la pace fiscale. Tuttavia non sono chiare le conseguenze del mancato pagamento e se costituirà un vincolo in caso di maxi-rottamazione.

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Pagare la prima rata o attendere la pace fiscale?

Facciamo chiarezza sulla questione della rottamazione delle cartelle esattoriali: chi non paga oggi decade. Nonostante i proclami del Governo non ci sono informazioni sulla misura della pace fiscale, una delle ipotesi è che si dovrà attendere la Legge di Bilancio 2019. Saltare la prima rata ovvero il pagamento in un’unica soluzione della definizione agevolata comporta delle conseguenze. La rottamazione-ter delle cartelle potrebbe prevedere dei vincoli e non pagare oggi è un rischio per eventuali procedure di conciliazioni con il Fisco. Il Governo infatti ha promesso che potrebbero essere previste tre aliquote in base al reddito (25%-10%-6%), con la rottamazione invece saranno condonati sanzioni e interessi. Comunque ricordiamo che il Sottosegretario del MEF Massimo Bitonci ha dichiarato che chi non ha aderito alle prime dure rottamazioni non potrà farlo alla pace fiscale.

Conseguenze per chi non paga

Il 31 luglio 2018 è considerato un vero e proprio banco di prova per la rottamazione delle cartelle (D.L 148/2017), la conseguenza per il mancato, insufficiente o tardivo versamento della prima rata o dell’importo in un’unica soluzione è la revoca dei benefici. Il pagamento delle somme iscritte a ruolo non potrà essere rateizzato e l’importo dovuto sarà sommato a sanzioni e interessi di mora. I contribuenti non decaduti da precedenti piani di rateizzazione sono “salvi” e possono riprendere il piano di pagamento. I contribuenti con carichi notificati a meno di 60 giorni dalla data di presentazione della domanda possono chiedere una nuova rateizzazione.

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