Savona: statua di Epaminonda coperta perchè offende i musulmani

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In un convegno interreligioso a Savona, la statua di Epaminonda è stata coperta per non offendere i musulmani presenti. Dal loro canto, i musulmani rispondono che non hanno colpe in questa storia, dal momento che non è stata da loro chiesta la censura.

Statua di Epaminonda coperta: la denuncia di Steccolini

A denunciare l’accaduto è stato, la sera del 14 aprile, Mario Capelli Steccolini. Si tratta di un pittore e scultore, che ha realizzato le opere che sono presenti all’interno della mostra e che hanno subito il trattamento da lui fatto notare all’interno dei social. Non una provocazione, non una mossa pubblicitaria – come ha fatto notare – ma la cruda realtà. La statua di Epaminonda, generale tebano, è stata censurata perchè rappresenta un nudo che avrebbe potuto offendere i musulmani presenti.

Sulla statua, per coprire le nudità, è stato applicato un drappo rosso a partire dai fianchi: la scultura, dunque, rimane nuda a partire dal busto in su. Steccolini, che non ha tardato a far notare l’accaduto su Facebook, ha poi precisato che l’Amministrazione non ha colpe per la rimozione del quadro.

 Statua di Epaminonda coperta: il caso ricorda un accaduto del 2016

Non è, tuttavia, la prima volta che un simile accaduto si verifica in Italia. Ciò che è stato denunciato da Steccolini su Facebook (il post ha trascinato con sè un buon numero di commenti carichi di indignazione) ricorda molto da vicino il caso del 2016.

In quell’occasione, per via della visita del presidente iraniano Hassan Rohani, furono censurate le Veneri. Addirittura il palco, che era troppo vicino ai testicoli di Marco Aurelio, fu spostato per non recare offesa al presidente, che dal suo canto ribadì quanto la questione fosse diventata giornalistica e non corrispondesse a nessuna richiesta specifica da lui avanzata.

Il caso fu affrontato da numerose testate, non solo romane e italiane.

La replica dei musulmani: non l’abbiamo chiesto noi

Anche in questo caso, così come nel 2016, la questione rischia di diventare giornalistica e inflazionata, a partire da quello che potrebbe essere un sostanziale malinteso.

Così lasciano intendere le parole di Lahcen Chamseddine, presidente della federazione islamica della Liguria. Secondo Chamseddine, non è stata avanzata alcuna richiesta di censurare la statua, ma la dinamica è differente. Il quadro non era stato, dalla federazione, neanche visto, ma sarebbe stato l’artista a rimuoverlo di sua spontanea volontà. Inoltre, per quanto concerne il drappo, questo sarebbe stato posizionato soltanto per ricostruire un’antica cerimonia.

Ci tiene a precisare, infine, che non si tratta di musulmani integralisti, che chiedono di rimuovere i crocifissi o coprire statue. La loro moderazione li porta a rispettare il grandissimo patrimonio artistico italiano.

Informazioni su Bruno Santini 11 Articoli
Amante della scrittura e dell'attualità, esperto di news che spaziano tra svariati temi.

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