Scoperta shock, l’uso dei pesticidi causa l’obesità?

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Scoperta shock, l'uso dei pesticidi causa l'obesità?

Che tutto quello che ingeriamo entra a far parte del nostro organismo è una cosa scontata. Attraverso i processi metabolici si trasformano ed in seguito influenzano il nostro stato fisico. Tra le sostanze che ingeriamo, vi sono i pesticidi sempre più spesso utilizzati in agricoltura contro gli attacchi di insetti e parassiti sulle piante stesse. Da un recente studio è emersa una scoperta shock: queste sostanze hanno sul nostro organismo un effetto fino ad ora sconosciuto.

“Legame di casualità”

Degli studiosi francesi dell’Inserm, Istituto Nazionale di Sanità e ricerca medica e dell’Istituto della ricerca agronomica hanno scoperto, attraverso dei test eseguiti in laboratorio che vi è una correlazione tra l’assorbimentodeipesticidi e insorgere di obesità e di diabete. Gli esperimenti sono stati condotti su dei roditori, dove gli scienziati hanno registrato un aumento della sostanza grassa negli animali sottoposti all’assunzione di queste sostanze. “Questi studi – ha spiegato un membro dell’equipe di studiosi al quotidiano Le Monde ci hanno permesso di fare emergere il legame di causalità tra l’esposizione della popolazione ai pesticidi e i rischi metabolici“.

Effetti dei pesticidi

I problemi sull’organismo per l’assunzione dei pesticidi non finirebbero qui. L’Efsa, l’agenzia europea per la sicurezza alimentare, starebbe per pubblicare uno studio, che metterebbe in correlazione gli effetti dei pesticidi sul funzionamento della tiroide e del sistema nervoso. Di recente, inoltre, l’argomento della correlazione tra l’insorgere delle malattie e l’assorbimento da parte dell’organismo umano dei pesticidi, è stato approfondito, sia dalla Gregoriana che dalla Federazione Stampa italiana. La reumatologa Antonella Litta ha spiegato che “Queste sostanze ed energie sono risultate avere azione tossica, cancerogena, di interferenza endocrina capaci di mimare l’azione degli ormoni naturalmente prodotti dal nostro organismo e quindi di sostituirli nella loro funzione di fisiologica regolazione dei metabolismi e quindi di favorire malattie, in grande aumento, come il diabete, l’obesità, malattie cardiovascolari, le malattie immunomediate, i disturbi della sfera neuroendocrina, l’infertilità, i disturbi dello sviluppo genito-urinario e sessuale nei bambini e nelle bambine“.

Fetal programming

Quello che preoccupa maggiormente è l’esposizione materno fetale e preconcezionale, poiché, come ha puntualizzato Litta: “Vengono rilevati inquinanti ambientali come pesticidi, metalli pesanti, diossine, sostanze chimiche industriali che superano la barriera placentare e interferiscono con quello che chiamiamo fetal programming di fatto sprogrammando, alterando così il progetto di vita e di vita sana iniziato con il concepimento di ogni essere umano nella sua unicità“.