Sesto senso, il cervello riconosce gli oggetti al tatto?

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Sesto senso, il cervello riconosce gli oggetti al tatto?

Anche se non con la percezione visiva, noi riusciamo a riconoscere degli oggetti con il tatto. Grazie a una caratteristica del nostro cervello abbiamo nei fatti un sesto senso. In quanti siamo stati al buio e toccando degli oggetti li abbiamo riconosciuti utilizzando solo le nostre sensazioni date dal toccare? Quante volte ci siamo sbagliati e quante invece abbiamo siamo stati precisi?

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Meccanismi del cervello

I ciechi ci convivono ahimè, ma chi ci vede, questo sesto senso lo ha poco sviluppato. Dei ricercatori hanno spiegato i meccanismi che avvengono dentro il cervello e hanno individuato come svilupparli. A dimostrare questa sostanziale peculiarità del nostro cervello è stato uno studio effettuato da ricercatori dell’Istituto di Biorobotica della Scuola Superiore Sant’Anna di Pisa e dell’Università svedese di Lund, coordinato da Calogero Oddo e Henrik Jorntell. La ricerca, che è stata finanziata dalla Commissione Europea e dal Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca (Miur), e pubblicata sulla rivista Frontiers in Cellular Neuroscience, ha le potenzialità di sviluppare protesi bioniche del tutto innovative.

“I vari neuroni si differenziano”

La nostra percezione con l’esperienza, può essere migliorata attraverso dei meccanismi che si sviluppano all’interno del nostro cervello. Secondo Alberto Mazzoni, ricercatore del Sant’Anna tra gli autori dello studio, “con l’esperienza i vari neuroni si differenziano, specializzandosi ognuno nel riconoscimento di una specifica proprietà degli oggetti. Il risultato – ha aggiunto – è che alla fine dell’apprendimento è molto più facile distinguere i vari oggetti toccati“.

Riconoscere gli oggetti attraverso il tatto?

Ma come fa il cervello a riconoscere gli oggetti attraverso il tatto? Secondo il modello matematico sviluppato dai ricercatori per studiare il fenomeno, dei neuroni dell’area cerebrale che riceve gli stimoli tattili, il nucleo cuneato. Gli studiosi, hanno poi simulato un’apprendimento. Hanno fornito all’area interessata del cervello migliaia di informazioni sensoriali, attraverso un polpastrello robotico appositamente realizzato. “Questa ricerca getta nuova luce sui meccanismi di apprendimento del cervello – ha spiegato Oddo – in particolare del nucleo cuneato, e può portare in prospettiva allo sviluppo di protesi bioniche avanzate, chip e sistemi di intelligenza artificiale ispirati a strutture biologiche“.

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