Sgozzata da padre e fratello, donna pakistana voleva sposare uomo italiano

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Sana Cheema, ragazza di 25 anni pakistana ma cresciuta a Brescia, è stata sgozzata a Gujrat, città natale, da padre e fratello, “rea” di voler sposare un uomo italiano conosciuto proprio nella città lombarda. Il caso di Sana ricorda molto da vicino l’analogo antecedente di Hina, altra ragazza che, per lo stesso motivo, venne uccisa nel 2006 proprio nel bresciano.

Sgozzata da padre e fratello, Hina e Sana unite dallo stesso destino

Uccisa perchè non voleva sottostare a quello che, comunemente, viene chiamato “matrimonio combinato”. E’ questo il tragico destino di Sana Cheema, ragazza di 25 anni che, nonostante fosse nata in Pakistan, era cresciuta e aveva trovato lavoro a Brescia, dove si era trasferita con i propri genitori.

Quando questi ultimi avevano deciso di trasferirsi in Germania, la ragazza, che si era ormai stabilizzata del tutto nella città lombarda, aveva rifiutato di andare con loro, per non rinunciare a quella bella vita che si era – man mano – costruita. Vestiva ormai all’occidentale, aveva trovato lavoro a Brescia e, per di più, si era fidanzata con un ragazzo, che voleva sposare, italiano conosciuto proprio lì.

E’ stata questa la causa scatenante che ha portato padre e fratello della vittima a sgozzarla proprio a Gujrat, città natale di Sana, dove i due sono stati arrestati. Il caso ricorda molto da vicino ciò che successe nell’agosto del 2006, sempre nel bresciano.

In quell’occasione, la vittima fu Hima Saleem, altra ragazza che fu uccisa brutalmente (di fatto, stessa modalità di assassinio) dai suoi parenti che non avevano gradito che avesse, lei, adottato la maniera di fare e vestire all’occidentale. Anche Hima aveva un ragazzo italiano, anche Hima si era del tutto stabilita a Sarezzo, dove ha perso la vita ed è stata seppellita in giardino, con la testa rivolta verso la Mecca.

Le parole di Paolo Grimoldi, deputato della Lega

L’inconciliabilità tra Islam e la cultura italiana è il tema principale del discorso di Paolo Grimoldi, deputato della Lega e Segretario della Lega lombarda, che ha espresso la sua opinione relativa alla vicenda venuta a galla nelle ultime ore.

Sana si era del tutto stabilita e integrata nel bresciano, emerge dalle parole di Grimoldi, viveva bene e felicemente, con un ragazzo italiano che è stato la causa dell’omicidio del tutto gratuito, se si considera che l’unica colpa della ragazza è stata quella di sottrarsi al matrimonio combinato che le era stato imposto dalla famiglia.

L’Islam, conclude Grimoldi, non è moderato come lo si dipinge e non è cambiata la sua tendenza negli anni di permanenza in Italia. Le posizioni adottate sono ancora troppo estreme e lontane da una cultura italiana radicata ormai da secoli. Integrazione, è questo il topic caldo, non deve significare sottomissione da parte degli italiani. In 12 anni non sono stati fatti, evidentemente, passi avanti.

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Amante della scrittura e dell'attualità, esperto di news che spaziano tra svariati temi.

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