Sindrome del bambino scosso, perché è pericolosa?

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Sindrome del bambino scosso, perché è pericolosa

La campagna “Non scuoterlo!” è diventata virale perché molti genitori ignorano i sintomi della sindrome del bambino scosso. Ci sono alcuni sintomi che devono essere valutati con attenzione perché in alcuni casi l’esito può essere fatale per il bambino.

Che cos’è la sindrome del bambino scosso?

La sindrome è diffusa soprattutto negli Stati Uniti dove si stima che ben il 30% dei lattanti ne sia vittima. La Shaken Baby Syndrome riguarda una serie di disturbi che può accusare il bambino a seguito di movimenti ripetuti e nel peggiore dei casi di maltrattamenti.

Non scuoterlo!

Terre des Hommes ha promosso la prima campagna nazionale per informare i genitori dei rischi della sindrome da bambino scosso attraverso uno spot che ha come protagonista l’attore Alessandro Preziosi. Nel nostro paese il fenomeno è ancora poco conosciuti e non ci sono dati sui casi individuati. Sul sito nonscuoterlo.it ci sono tutte le informazioni sui sintomi, come intervenire e i riferimenti delle strutture ospedaliere dove rivolgersi in caso di necessità. Quando il bambino viene scosso in maniera violenta c’è un’alterazione immediata delle funzioni vitali, il battito rallenta e ha difficoltà a respirare. Gradualmente possono verificarsi anche emorragie cerebrali, spinali e retiniche e, a distanza di diverse settimane, atrofia del cervello. Per essere fatale l’evento deve essere protratto nel tempo e sempre violento. Nei primi anni di vita la sindrome del bambino scosso è la principale causa di morte.

Sindrome del bambino scosso: educare i neogenitori è importante

Tutti i genitori amano i propri figli ma sappiamo che a volte la rabbia prende il sopravvento e quando succede spesso si deve chiedere aiuto. È difficile capire un bambino che piange e i neonati lo fanno per ore, mettendo a dura prova la pazienza dei genitori. Alessandra Kustermann, direttore SVSeD, Ospedale Maggiore Policlinico di Milano, ha spiegato che è importante educare i genitori che vivono la loro prima esperienza a comportamenti corretti per calmare il bambino quando piange.