Spread sale a 195 punti, c’è attesa Premier

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Ancora in crescita il dato relativo al differenziale Btp-Bund, lo spread sale a 195 punti secondo un livello di crescita esponenziale che va oltre ogni limite. Il caos italiano, che non vede ancora la presenza di un Premier e, allo stesso tempo, crea scandalo intorno alla figura di Giuseppe Conte (che sembra essere stato designato per la guida del paese), si riperrcuote sull’economia italiana che vede, insieme al dato relativo al differenziale Italia-Germania, anche quello delle Borse, che sono nettamente in calo. Il processo, che va avanti da qualche giorno, sembra essere inarrestabile: c’è necessità di conoscere il nome del nuovo Premier.

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Spread sale a 195 punti: oltre tutti i livelli degli ultimi giorni

Negli ultimi giorni abbiamo parlato dello spread che era salito a 170 punti, sforando quelli che erano stati i limiti che non si superavano da mesi, in particolar modo da ottobre. Quello che già sembrava essere un quadro piuttosto sensibile, negli ultimi giorni si è complicato sempre più, con lo spread che, nel corso di una giornata stessa, è aumentato sempre più di 5 punti. Fino ad arrivare ad oggi, dove il picco massimo ha visto il differenziale toccare quota 195, fermandosi a 194 e scendendo, seppur lievemente, fino a 190. Nonostante la lievissima discesa giornaliera, i livelli degli ultimi giorni sono stati ampiamente superati e il differenziale ha raggiunto quei livelli che non si avevano da tempo.

Il rendimento decennale del titolo italiano ha toccato un valore pari al 2,41%, nel giorno in cui – ancora una volta – ci si augura sia l’ultimo quella lunga attesa che porterà a conoscere il nome del nuovo Premier. Intanto, oggi, Mattarella si prepara a incontrare in Quirinale Giuseppe Conte, nome designato, durante l’incontro di lunedì, da Lega e Movimento 5 Stelle come nuovo Premier. Tuttavia, anche il nome di Conte negli ultimi giorni è stato oggetto di scandalo, per quel che riguarda il CV del candidato Premier, “gonfiato”, stando a quello che è stato dichiarato. Insomma, il clima appare essere tesissimo e il dato relativo allo Spread, che sale sempre più, non fa certamente ben sperare.

Spread sale a 195 punti, in calo anche le Borse

Il conforto non arriva neanche dalla Borsa, che vede un’apertura negativa di Piazza Affari, ma non solo: tutte le Borse europee, in scia con quelli che sono i cali fatti registrare da Wall Street, hanno presentato delle percentuali negative giornaliere. L’unico calo lieve è stato fatto registrare da Londra, con il -0,62%. In calo netto, invece, sono Milano, Londra e Parigi, che arretrano tutte e tre dell’1,7%. Il calo deriva da quelle che sono le tensioni Washington-Pechino, che hanno portato, dopo una timida ripresa degli ultimi giorni, a un progressivo calo nell’Eurozona. Dello stesso avviso è anche la Borsa giapponese (Nikkei), in calo dell‘1,18%.

Non solo: bisogna anche valutare la posizione della Borsa Usa in merito a quello che è stato l’ok della Camera alla stretta regolatoria sulle banche, varata dopo la grande crisi di Wall Street che c’è stata nel 2008. La misura di restrizione è stata varata lo scorso Marzo, e ora attende la risposta da parte di Trump.

La situazione dell’euro e del petrolio

Dato degno di nota è anche quello che riguarda l’euro, che, rispetto al dollaro, scende ai minimi da novembre. Al momento, il valore EUR-USD è pari a 1,18. La chiusura, ieri, ha visto il valore pari a 1,1779 dollari: stamattina, invece, dopo essere sceso fino a 1,1699, si è attestato in chiusura a 1,1729.

In calo, infine, anche il petrolio. In attesa di quelli che sono i dati settimanali relativi al greggio in USA, in mattinata è stato registrato un calo per quanto riguarda il barile Wti, che ha perso 24 centesimi (con un valore pari a 71,96 dollari), e il Brent, che ha perso 38 centesimi (con un valore, invece, che è pari a 79,19 dollari). Secondo le stime dell’Api (American Petroleum Institute), infatti, ci sarebbero state perdite pari a 1,3 milioni di barili delle scorte Usa nella settimana che è terminata il 18 Maggio. 1290 dollari l’oncia è, invece, il valore dell’oro, anch’esso in calo.

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