Starbucks crolla in Borsa: annunciata la chiusura di 150 caffetterie

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E’ negativo il primo trimestre 2018 per Starbucks, leader delle caffetterie nel mondo. Il dato della catena statunitense delle caffetterie è il peggiore degli ultimi nove anni, e ha portato la stessa Starbucks a una decisione difficile, ma necessaria: la chiusura di 150 caffetterie. Le vendite sono rallentate sensibilmente, mostrando nell’ultimo trimestre sì una crescita, ma del solo 1%. Proprio per questo motivo, Starbucks crolla in Borsa, con il titolo che è arrivato a perdere fino al 6%. I dati negativi, tuttavia, dovrebbero essere solo temporanei. E’ quanto afferma l’amministratore delegato della catena di caffetterie, Kevin Johnson.

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Starbucks crolla in Borsa: tutti i dati delle perdite

Un risultato come quello che si è verificato per la catena di caffetterie statunitense è assolutamente nuovo nella storia di Starbucks stessa. Da quando, infatti, c’è stato un incredibile sviluppo da parte dell’azienda, che l’ha portato a diventare una vera e propria nazionale, le percentuali erano state sempre positive e, in certi casi, esorbitanti. Non è stato così anche per il primo trimestre del 2018, dove c’è stato un crollo in Borsa da parte della catena di caffetterie, con una lievissima (ma irrilevante) crescita nel primo trimestre del nuovo anno.

La crescita fatta registrare da Starbucks nel primo trimestre del 2018 è dell’1%, un dato più che negativo (che non era così basso da addirittura 9 anni) e su cui pesa il gravissimo calo delle vendite. E’ chiaro che, nel momento in cui viene comunicato un dato così negativo, si registri un crollo nelle quotazioni. E così è stato: Starbucks crolla in Borsa. Nelle contrattazioni after hours il titolo ha perso il 6%. A nulla è servito il dato relativo all’aumento del dividendo trimestrale (pari al 20%). Secondo le previsioni, entro il 2020 potrebbe esserci la distribuzione di 25 miliardi di dollari, tra cedole e acquisto di titoli.

Le parole di Kevin Johnson, ad di Starbucks

Il crollo di Starbucks nelle quotazioni ha portato la catena di caffetterie statunitense a prendere una decisione che appare come difficile e drastica, ma risulta essere in questo momento necessaria. Ci sarà, infatti, la chiusura di 150 caffetterie. Mediamente, in un anno Starbucks chiude all’incirca 50 caffetterie: in questo 2018 si stima che il dato possa essere addirittura triplo.

La situazione è stata chiaramente oggetto anche del contento dell’amministratore delegato di Starbucks, Kevin Johnson. Queste le sue parole: “Anche se alcuni venti contrari sulla domanda sono transitori e alcuni aumenti dei costi sono opportuni investimenti per il futuro, la nostra recente performance non riflette il potenziale del marchio e questo non è accettabile”. A ciò è seguita una promessa da parte dell’ad, che ha assicurato un cambiamento di rotta da parte della multinazionale per rispondere ai cambiamenti delle preferenze della clientela.

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