Tasse sullo stipendio, quanto guadagna il Fisco ogni mese con ogni busta paga

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Tasse sullo stipendio, quanto guadagna il Fisco ogni mese con ogni busta paga

Secondo indagine Ocse, i lavoratori pagano le tasse e gli stipendi risultano troppo bassi: quanto viene destinato in imposte in Italia rispetto al resto d’Europa e del mondo

Imposte stipendio Italia, quanto gravano sulla busta paga dei lavoratori

Le tasse sullo stipendio sono molto pesanti, e chi ha la fortuna di avere un lavoro lo sa bene. Il quadro dipinto dall’elaborazione dei dati Ocse  riguardante le tasse sullo stipendio, e sul lavoro dipendente ed autonomo in Italia. Il Belpaese è al quinto posto in Europa, ma undicesimi per la media degli importi mensili delle buste paga. Peraltro i Paesi in cui i lavoratori pagano più tasse che in territorio italico sono Belgio, Germania, Ungheria e Francia. Tolta l’Ungheria, non si può non notare che diverso è anche il livello delle prestazioni che rientrano nel welfare. Da noi si segnalano al massimo bonus isolati che, peraltro, non fanno altro che aumentare le disparità di trattamento. Un esempio del caso è il controverso bonus 35enni che di fatto penalizza per l’assunzione chi ha compiuto 36 anni.

Quali imposte e tasse alleggeriscono gli stipendi italiani

Tasse troppo alte e stipendi bassi, la sensazione di busta paga troppo leggera è reale se si alza lo sguardo e si vede cosa succede appena fuori dall’Italia. Purtroppo è un fatto che lo Stato rende leggere le retribuzioni anche perché preleva tasse e imposte dall’importo lordo. Bella scoperta, anche un neonato saprebbe questa fantomatica notizia, ma quanti saprebbero quantificare esattamente quanto del proprio stipendio se ne va in tasse e a quali imposte verrebbe destinato ogni prelievo? Se si è single in Italia, tasse e contributi sui salari arrivano a ridurre in media il tuo stipendio del 46,5 per cento. Il peso del cosiddetto cuneo fiscale, che calcola la differenza tra quanto pagato dal datore di lavoro e quanto effettivamente finisce in tasca al lavoratore, è infatti invariato rispetto al 2008 e così il nostro paese rimane al sesto posto nella classifica dei maggiori trenta Paesi al mondo. Una percentuale che però scende al 35,7 per cento, se il lavoratore è sposato e ha a carico il coniuge e due figli. Oltre a fisco e contributi che riducono di fatto lo stipendio della metà, c’è anche da sottolineare che la busta paga di un lavoratore italiano è tra le più basse dei primi trenta paesi Ocse: il salario annuale netto del lavoratore medio è di 22.027 dollari, contro i 26.395 della media.

Gap stipendi uomini e donne in Italia

Una nota positiva esiste. Il gap tra uomini e donne in busta paga non è tra i più alti anzi si ferma a 6,7%: in Germania, il Paese che forse incarna maggiormente la leadership delle donne, la differenza di stipendio tra uomini e donne può essere anche del 22,4%. Purtroppo, però, gli italiani non riescono a coprire il divario Nord e Sud neanche per le retribuzioni. Tra le prime dieci province in cui gli stipendi sono più alti, la più a sud risulta Roma, mentre Lecce è la provincia in cui gli stipendi sono mediamente più bassi. Si calcolano circa 23mila Euro l’anno, circa 9mila Euro in meno della media di Milano.