Test di Medicina 2017, domande sui gay: Valeria Fedeli infuriata

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Test di Medicina 2017, domande sui gay: Valeria Fedeli infuriata

«Quale delle seguenti percentuali è la migliore stima del verificarsi dell’omosessualità nell’uomo?», è questa la domanda del test di Medicina dell’Università di Torino che ha fatto arrabbiare il ministro Valeria Fedeli. Il quesito non è passato inosservato tra gli studenti che hanno fatto la prova.

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Quesito di genetica su omosessualità

La domanda della percentuale di omosessuali tra gli uomini si trovava tra i quesiti di genetica, diagnosi e comportamenti da adottare per alcune malattie particolari, per questo all’Università di Torino si è scatenata questa polemica. Marco Grimaldi consigliere di Sinistra Italiana e Cathy La Torre attivista Lgbt e vicepresidente del Mit (Movimento identità transessuale) hanno ricevuto la foto della domanda in forma anonima. Il quesito faceva parte del test Progress sottoposto a 33mila studenti che serve per valutare i progressi dell’apprendimento.

I politici di Sinistra italiana sono sconcertati e alla Conferenza dei Presidi delle facoltà di Medicina hanno chiesto spiegazioni. Forse per la comunità medica italiana l’omosessualità è ancora una malattia anche se nel 2017 dovrebbe essere chiaro che insieme all’eterosessualità è una “variante naturale del comportamento umano”. Non si capisce inoltre perché i futuri medici e scienziati debbano essere informati della stima dell’omosessualità nell’uomo, questo infatti non li rende persone migliori e soprattutto con meno pregiudizi.

Omosessualità malattia mentale?

Michele Albiani, responsabile nazionale dei diritti dei Giovani Democratici ha ricordato che l’omosessualità non è più nella lista delle malattie mentali da ben 27 anni e ipotizza che ci sia stato un dolo da parte di qualche funzionario del Miur ai danni della Ministra Valeria Fedeli che da sempre si spende per i diritti degli omosessuali.

La replica della Ministra infatti è arrivata puntuale, Valeria Fedeli è incredula e non accetta che l’omosessualità sia stata inserita nella categoria delle malattie. Intanto si augura che il quesito venga eliminato quanto prima dal test Progress e che le risposte date dagli studenti non vengano prese in considerazione ai fini della valutazione dell’apprendimento, annunciando sanzioni nei confronti del responsabile perché non si deve mai venire a contatto con “simili livelli di ignoranza” ma di “alta formazione” in “termini culturali e di civiltà”.

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