Testamento biologico, arriva la legge, ecco come si stila

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Data storica oggi, 31 gennaio, dal momento che entra in vigore la legge sul testamento biologico approvata lo scorso 14 dicembre 2017,nonostante il vespaio sollevatosi e la miriade di polemiche. Entra dunque  in vigore una legge fortemente voluto soprattutto dai malati che hanno manifestato il proprio desiderio di essere liberi e di scegliere fino alla fine.

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Ma come si stila un biotestamento?

Le regole del testamento biologico

Tutti i soggetti maggiorenni e capaci di intendere e di volere possono stilare un documento in cui sottolineano i trattamenti sanitari a cui si rinuncia e che si pretendono nel caso in cui si diventasse incapaci di prendere decisioni autonomamente, ovviamente non si possono pretendere trattamenti sanitari contrari alle leggi. Nel documento si dichiara che “nell’ipotesi di trovarmi nelle condizione di non poter decidere riguardo le mie cure sanitarie, a causa del mio deterioramento fisico e/o mentale, e/o di essere in uno stato clinico tra quelli elencati nel presente documento“, e vanno indicati anche i riferimenti alla Costituzione, alla Convenzione dei diritti dell’uomo, al codice di deontologia medica e al giuramento professionale dei medici. In più si possono citare i nominativi di persone fidate o familiari da informare.

Il cuore del Biotestamento

Si deve poi scrivere che “Accertato da almeno due medici indipendenti che le mie condizioni fisiche siano giunte ad una fase definita terminale, chiedo”: e qui si entra nello specifico. L’elenco può contenere indicazioni su una morte naturale senza accanimento terapeutico; che non si intenti una terapia o un trattamento per terminare la vita; che nessun trattamento venga attuato o sospeso se non previamente indicato; che non si somministrino trattamenti ai fini sperimentali o che prolunghino inutilmente la vita.

E ancora: che vengano somministrati tutti i farmaci per alleviare il dolore e le sofferenze fisiche, e anche che i trattamenti già iniziati con lo scopo di prolungamento della vita vengano interrotti come la respirazione assistita, dialisi, rianimazione cardio-polmonare, trasfusioni sanguigne, terapia antibiotica, interventi chirurgici volti a prolungare la propria esistenza. In particolare la richiesta può avere ad oggetto anche l’interruzione dell’alimentazione in ogni sua forma naturale o artificiale (come la soluzione glicata).

Deve essere altresì presente la sottoscrizione del medico che deve dichiarare “di aver informato il Sig.(…) in relazione alle volontà sanitarie da lui qui sopra espresse, e che nel pieno delle sue facoltà mentali il suddetto ha compreso il valore delle sue decisioni”.

Testamento biologico registrato e nomina del fiduciario

Qualora le condizioni di salute crollino all’improvviso senza un documento scritto, si possono dichiarare le proprie volontà facendo biotestamento con una videoregistrazione oppure con dispositivi tecnologici che permettono alle persone con menomazioni di comunicare.

Le DAT (dichiarazioni anticipate di trattamento) si possono rinnovare, modificare o revocare in qualsiasi momento. Non si pagano nè bolli nè tasse di sorta sul documento.

L’invito della legge, non obbligatorio, è di nominare un fiduciario, una persona in cui si ripone la massima fiducia, che si assuma la responsabilità di dare interpretazione e lettura delle DAT contenute nel biotestamento. Il fiduciario può essere una persona maggiorenne e capace di intendere e volere, sia un familiare, sia una persona non legata da vincoli giuridici e familiari. L’accettazione della nomina avviene attraverso la sottoscrizione delle DAT o con atto successivo che sarà allegato al testamento biologico. Il fiduciario dovrà avere copia del biotestamento, in quanto analizzerà le disposizioni lasciate dal firmatario.

Nei casi in cui le DAT non siano congrue, o se venissero adottate dalla medicina emergano nuove terapie, capaci di offrire concrete possibilità di miglioramento delle sue condizioni di vita, il fiduciario ha il diritto di autorizzare i medici a non esperire le volontà del dichiarante.

Come autenticarlo

Il biotestamento si autentica con atto pubblico ossia redatto con un funzionario pubblico o con pubblico ufficiale, come un notaio ma anche con una scrittura privata autenticata (da un notaio) custodita dall’autore del documento. Possible è altresì autenticarlo con scrittura privata consegnata personalmente all’ufficio dello stato civile del Comune di residenza o anche presso le strutture sanitarie, qualora la Regione sia conformata alla raccolta.

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