Texas: bimba migrante morta. La madre denuncia autorità per omicidio

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Una donna rifugiata ha denunciato le autorità americane per omicidio colposo. La figlia della donna di appena 19 mesi è morta nel centro di detenzione.

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LA MADRE DELLA PICCOLA VUOLE GIUSTIZIA

Yazmin Juarez, originaria del Guatemala, ha intentato una causa contro le autorità americane. La ventenne era in stato di fermo insieme a sua figlia Mariee presso un centro di detenzione a Dilley, nello stato del Texas.

La donna cercava di attraversare il Rio Grande al confine tra il Messico e gli Stati Uniti quando è stata fermata dagli agenti di polizia, insieme alla sua piccola bambina.

Le due sono state accolte nel centro nel marzo 2018 ed è qui che la bambina ha contratto una malattia delle vie respiratorie, causa del suo prematuro decesso.

Yazmin Juarez ha deciso quindi di denunciare gli agenti della polizia di frontiera ritenuti responsabili della morte della piccola Mariee.

GLI AVVOCATI CHIEDONO UN RISARCIMENTO DI 40 MILIONI

Yazmin Juarez è seguita da un gruppo di avvocati dello studio Arnold & Porter. I difensori hanno affermato che la piccola, all’arrivo nel campo, è arrivata in ottime e sane condizioni di salute.

Secondo gli avvocati, a causare la morte della bambina sono state le precarie condizioni igieniche del centro di detenzione, nonché una scarsa supervisione e cure mediche non adeguate.

La piccola ha iniziato ad avere febbre molto alta, forte tosse, diarrea e vomito. Si è deciso quindi di ricoverare la piccola presso il Children’s Hospital di Philadelphia, ma purtroppo per lei, non c’è stato nulla da fare. Il 10 maggio è stato dichiarato il decesso della bambina.

I legali della guatemalteca hanno presentato la richiesta di un risarcimento per una cifra pari a 40 milioni di dollari e fatto scattare la denuncia contro le autorità statunitensi con l’accusa di omicidio colposo.

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