Traffico di droga: da una farmacia di Milano al mondo iracheno

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Una farmacia, poco distante dalla Centrale e da corso Buenos Aires, è stata coinvolta in un losco giro: già il suo acquistò puzzava perché avvenuto con i soldi delle cosche di San Luca, (peraltro già coinvolta in un’indagine dell’Antimafia nel 2016). E stavolta l’accusa è traffico di droga.

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Traffico di droga: in manette per un traffico illecito da milioni di euro

Coinvolte tra l’altro anche una serie di società, tutte create per nascondere i reali nomi dei padrini,al fine di consentire a Giammassimo Giampaolo, 43 anni, di ottenere le certificazioni con l’Associazione italiana ospedalità privata (Aiop) per l’acquisto di costosissimi farmaci salvavita e antitumorali per conto di cliniche pubbliche e private a prezzi stracciati.

Tali medicine poi, venivano rivendute (illegalmente) all’estero. Il tutto con la complicità di procacciatori d’affari, ex dirigenti di case farmaceutiche di grande importanza, e perfino di un ex carabiniere del Nas di Milano ora in servizio al Battaglione.

Questo era un giro d’affari pari a: 19,5 milioni di euro in un solo anno. É proprio questa la forza di un clan molto potente come quello di San Luca (la culla della mafia calabrese) ossia la capacità di sorvolare regole arcaiche e l’immenso passepartout che regala il dio danaro.

In particolare a Milano. Anche se nell’inchiesta «Contramal» (così si chiama l’antidolorifico noto come la droga dei combattenti) che ieri ha consentito ben 13 arresti (uno ai domiciliari) eseguiti dai Nas per associazione finalizzata al traffico di farmaci, truffa e riciclaggio, apertamente non si parla di associazione mafiosa.

Traffico di droga: le persone coinvolte

Ma i nomi sono sempre gli stessi. Quelli già venuti fuori al tempo dell’arresto dell’ex direttore delle Poste di Siderno, Giuseppe Strangio (ora sotto processo) con l’accusa di aver investito nell’acquisto della farmacia Caiazzo più di 200 mila euro dalle tasche delle famiglie Romeo e Marando.

Stavolta tra gli arrestati su ordine del gip Manuela Cannavale, ci sono anche il dottor Giammassimo Giampaolo, il titolare della farmacia, il fratello Domenico, 48 anni, (legati ai Romeo) e il 33enne Sebastiano Calabrò, dipendente della farmacia. Il traffico di farmaci arrivava fino in Iraq.

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