Trieste, paura in piazza: allatta il bimbo e poi crolla, malore per una 35enne

Trieste, paura in piazza allatta il bimbo e poi crolla, malore per una 35enne

Attimi di paura nella centralissima piazza  Unità d’Italia a Trieste. Una donna di 35 anni è stata infatti improvvisamente colpita da un arresto cardiaco mentre passeggiava al caffe degli specchi tenendo in braccio il suo bambino di soli sei mesi. Un triste evento che ha fatto preoccupare diversi passanti i quali si sono fermati a prestare subito soccorso alla donna la quale, stando a quanto confermato dagli operatori dell’azienda sanitaria, sarebbe in buoni condizioni di salute ed è proprio questo che rende più difficile il lavoro dei medici nella ricostruzione del malore. La donna, poco prima di essere colpita dall’arresto, aveva però allattato il suo bambino, come riferito dagli stessi operatori del 118 che hanno soccorso entrambi. In seguito al malore infatti la 35enne di Trieste non è riuscita a tenere il piccolo in braccio che è caduto per terra senza riportare, per fortuna, alcuna conseguenza. Determinante, a detta dei medici, anche il massaggio cardiaco praticatole inizialmente da uno dei diversi passanti che si cono fermati a prestare soccorso.

Malore per una mamma 35enne in piazza a Trieste

Subito dopo l’accaduto che suscitato attimi di paura tra i passanti della piazza di Trieste, la donna è stata raggiunta subito dai soccorsi del 118 e  portata all’ospedale di Cattinara dove è stata sottoposta a tutti gli accertamenti e i controlli emodinamici al fine di individuare l’esatta causa dell’anomalo malore dovuto ad arresto cardiaco. Secondo il responsabile del servizio di soccorso del 118, Alberto Peratoner, potrebbe trattarsi di uno dei tanti casi in cui malattie cardiache poco note riaffiorano in occasioni di allattamento, stress e stati dovuti al parto. In ogni caso, come riporta Il Messaggero, «bisogna verificare come mai in una donna così giovane, assolutamente non cardiopatica, si sia verificato un evento del genere». Buone invece le condizioni del bambino ricoverato all’ospedale infantile Burlo Garofolo.

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