Uber Italia, proposta ai tassisti: mercato libero e vi paghiamo le compensazioni

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Carlo Tursi, il general manager di Uber Italia, sta tentando il ruolo inedito di mediatore tra l’azienda e i tassisti e ha proposto un incontro il 20 marzo, per evitare lo sciopero nazionale dei taxi e trovare un accordo. La proposta shock è inedita: adesione al mercato libero, ma Uber pagherà ai tassisti le compensazioni. In una intervista a La Stampa, spiega le ragioni di questa proposta e altre notizie inedite in merito.

Il general manager di Uber Italia rivela che ha invitato i tassisti a un incontro il 20 marzo 2017, ma ancora non hanno risposto. Si dice fiducioso e lui si presenterà puntuale lunedì in tarda mattinata: qualora non si presentasse nessuno, lui e i vertici Uber sono e saranno sempre aperti al dialogo con i tassisti e con tutte le parti in causa. Lo scopo è ascoltare le istanze e iniziare un dialogo per trovare una soluzione concreta alla mobilità del futuro. E lancia la proposta: mercato libero, ma Uber pagherà a loro le compensazioni.

Il ragionamento di Carlo Tursi si basa sul fatto che i taxi sono oltre il 70% operanti in quattro città in cui viveil 10% degli italiani, mentre il 90% potrebbe avere dei benefici se si offre loro una offerta più ampia e variegata che possa concorrere soprattutto con i mezzi pubblici, senza contraccolpi negativi sul trasporto taxi. Chi ha investito i risparmi di una vita o si è indebitato per questo lavoro non deve essere penalizzato, per questo Uber Italia è disponibile a discutere ed attuare firme transitorie di compensazione. L’idea del general manager sarebbe quella di coinvolgere il Governo in questo per stabilire come ,quando e in che forma attivarle e come fare a contribuire efficacemente. In Messico è una cosa reale: Uber destina l’1,5 % dell’importo di ogni corsa a un fondo governativo di compensazione.

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