Un gioco di qualità per un gioco con dignità

Gli orari di accensione e spegnimento delle apparecchiature da intrattenimento stanno creando parecchi problemi al mondo del gioco d’azzardo dove As.Tro, associazione che tutela gli operatori del gioco, sta facendo “il diavolo a quattro” per portare in giro per la nostra bella Penisola i diritti degli imprenditori di questo settore che più il tempo passa, più hanno meno possibilità di svolgere il proprio lavoro con serenità, tranquillità ed autonomia. Sino a qualche mese fa, l’attività ludica la migliore guida ai casino online con consigli e recensioni non erano così bersagliati dai Sindaci e dai relativi regolamenti, ma ormai le restrizioni, che non si contano più e che vanno da Nord a Sud del nostro territorio, stanno diventando veramente dei capestri e gli operatori del gioco “cominciano veramente a non poterne più” di questo stillicidio.

As.Tro, di conseguenza, sta rincorrendo i sindaci di tante città per sottoporre loro un progetto chiamato “Un gioco buono anche per il territorio”. In questo progetto si concentrano gli sforzi sulla “certificazione del bar come luogo di gioco formato ed operante con le strutture cittadine di controllo e di assistenza”, situazione per la quale gli esercizi “certificati” potrebbero espletare la propria attività commerciale ludica senza rispettare le limitazioni orarie in essere.

Dopo Novara e Ferrara, As.Tro, ora, è sul territorio di Domodossola per avere contatti con le Autorità comunali e per dimostrare a livello documentale gli effetti ottenuti dalla “restrizione al gioco legale senza formazione”, restrizione fatta intervenire come risposta d’urto per affrontare appunto le varie criticità del gioco. I risultati sono stati prettamente negativi in quanto nelle città “proibizioniste” si è constatato un aumento esponenziale del gioco illegale, un particolare accanimento del gioco nelle ore consentite, l’aumento dei soggetti colpiti da Gap e, praticamente, non vi è stata alcuna contrazione della spesa dei giocatori. Spesa che è stata suddivisa e distribuita su prodotti di gioco non toccati da restrizioni ed offerte illegali di gioco o scommesse.

Ovviamente, tanti gestori e molti siti legali di casino di diverse città sono colpiti da queste restrizioni e continuano a sollecitare As.Tro di intervenire per “allargare ove possibile di qualche ora” gli orari così “circoscritti” per poter avere la possibilità di mantenere i propri clienti fissi ben sapendo, purtroppo, che l’associazione As,Tro nulla può nei confronti delle autorità comunali, ma che riveste il punto di riferimento degli operatori del gioco pubblico. È triste, in ogni caso, vedere come una attività imprenditoriale possa unicamente sopravvivere, e come gli esercenti si “flettano” a queste restrizioni e come lo Stato non riconosca a questi imprenditori “la dignità di operare” sul territorio che li ospita.

Per questo motivo As.tro, con il suo progetto, propone alle Amministrazioni comunali delle città di farsi “artefice di un progetto che abbatta il gioco patologico, progressivamente, e che provveda ad elevare la qualità ‘anche sociale’ della fruizione del gioco, cambiando così finalmente il rapporto tra il punto vendita e la società-territorio e gli organi comunali”. Un progetto che porti a distinguere l’operatore che devolve parte dei ricavi per mettere in sicurezza i giocatori, dall’operatore che non vuole accedere a questa nuova fase del gioco lecito: un progetto serio che non esponga il territorio all’invasione del gioco illegale, dopo aver “sfrattato quello lecito”. Insomma, un vero e proprio progetto d’impresa.

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