Unione Africana: Salvini chieda scusa per le frasi sui migranti

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Unione Africana: Salvini chieda scusa per le frasi sui migranti

L’Unione Africana (Ua) ha chiesto le scuse da parte del ministro dell’interno Matteo Salvini. Il vicepremier italiano ha, infatti, pronunciato parole che l’Ua ha ritenuto offensive nei confronti dei migranti: in occasione della conferenza a Vienna – la stessa che ha fatto scoppiare il dissidio tra Italia e Lussemburgo – Salvini avrebbe definito i migranti “schiavi”. Il vicepremier replica dichiarando di non dover chiedere scusa per le sue affermazioni, in quanto le sue parole non erano offensive. Conclude dicendo che, probabilmente, c’è stato un errore di traduzione. 

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La conferenza a Vienna che ha fatto nascere lo scontro

Tutto è nato qualche settimana fa. In occasione di una conferenza a Vienna c’è stata un’ampia discussione sul tema dell’immigrazione che ha fatto nascere diversi dissidi. Gli strascichi di questi ultimi si stanno trascinando negli ultimi giorni, con Matteo Salvini al centro di una polemica.

La frase «non abbiamo l’esigenza di avere nuovi schiavi», che sarebbe stata detta dal ministro al termine del suo intervento, ha scatenato la reazione del ministro degli Esteri lussemburghese (“merde alors”), ma non solo.

La richiesta di scuse da parte dell’Unione Africana

Dopo qualche giorno è arrivata la reazione anche da parte dell’Unione Africana. L’Ua ha chiesto a Salvini le scuse per aver definito i migranti “schiavi”.

Questa la richiesta specifica dell’Unione Africana: «Negli interessi di un impegno costruttivo nel dibattito sulla migrazione tra i due continenti, l’Unione africana chiede al vice primo ministro italiano di ritrattare la sua dichiarazione dispregiativa sui migranti africani». E’ la prima volta che il dibattito in merito alle questioni dell’immigrazione coinvolge direttamente Ue e Ua.

Salvini replica: errore di traduzione

Non si scusa Matteo Salvini, che ha subito replicato alle dichiarazioni che sono state fatte dall’Unione Africana. «Non c’è niente di cui scusarmi e smentisco qualsiasi equiparazione tra immigrati e schiavi, anzi, le mie dichiarazioni a Vienna erano a difesa dei migranti che qualcuno vuole usare come schiavi» ha dichiarato in occasione di una conferenza al Viminale.

«Se qualcuno volesse pensar male, forse c’è stato un difetto della traduzione francese», ha concluso.

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