Vicenda Mps in risoluzione? Niente affatto, posizione dura da Bruxelles

sistema bancario italiano

E’ vero che la Monte Paschi tira un sospiro di sollievo, dopo il fallimento del piano di ricapitalizzazione attraverso la via privata, con l’approvazione da parte del Consiglio dei Ministri all’avvio dell’intervento dello Stato, ma i problemi non sono affatto risolti. Intanto e soprattutto ci sono le dichiarazioni che arrivano dall’UE, secondo le quali l’Europa è disponibile a “sostenere l’obiettivo di rafforzare in sistema bancario italiano nel rispetto delle normative europee” il che, letto tra le righe significa che l’UE potrà approvare l’intervento dello Stato italiano in particolare in riferimento al salvataggio di Mps ma soltanto dopo che sia avvenuto il Bail-in e a fronte di un preciso piano che porti ad una gestione in sufficiente redditività l’Istituto bancario italiano, che, a sua volta, significa anche ridimensionamento del personale.

La strada è ancora lunga, prima bisogna che l’Italia faccia richiesta formale di autorizzazione all’intervento, che dovrà essere valutata dalla Commissione Europea, a forte presenza tedesca, e sostenuta da un piano particolareggiato. Dopo, c’è da risolvere il nodo della durata della nazionalizzazione di Mps, che l’Europa vorrebbe non superiore a 18 mesi, mentre l’Italia ritiene necessario un periodo minimo di due anni. In sostanza, tutto è ancora da determinare e le condizioni poste da Bruxelles potrebbero essere anche piuttosto pesanti.

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