Violenza a Gaza: nuove proteste contro Israele

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Sono previste nuove proteste contro Israele nei territori palestinesi, a un solo giorno di distanza dall’uccisione di 55 persone da parte delle truppe israeliane a Gaza; inoltre 2.700 persone sono rimaste ferite nelle violenze di lunedì. Gli organi competenti hanno dichiarato: “E ‘stato il giorno più letale a Gaza dalla guerra del 2014”.

Nakba: la catastrofe

Un martedì questo che segna il 70esimo anniversario di ciò che i palestinesi chiamano la Nakba, ovvero la Catastrofe, che ha visto migliaia di persone fuggire nel 1948; vi saranno tensioni particolarmente elevate a Gaza, dove si svolgeranno i funerali per le persone uccise lunedì. La violenza di lunedi e le uccisioni sono arrivate dopo che gli Stati Uniti hanno aperto un’ambasciata a Gerusalemme. L’ambasciata americana è stata incensata da Tel Aviv cosi come i palestinesi, che dichiarano Gerusalemme orientale e capitale di un futuro stato palestinese. Gli Stati Uniti sono visti come un sostegno al controllo israeliano su tutta la città, che Israele considera la sua capitale indivisibile.

La grande marcia del ritorno

Il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu ha dichiarato che i suoi militari stavano agendo per autodifesa contro i governanti islamici di Gaza; Hamas secondo lui voleva distruggere Israele. Il leader dell’Autorità Palestinese ha condannato il “massacro”. L’ONU ha parlato di “oltraggiose violazioni dei diritti umani”. Le proteste di questi giorni orchestrate da Hamas, e chiamate “la grande marcia del ritorno” sono strettamente legate all’anniversario della creazione di Israele nel 1948 e commemorano le centinaia di migliaia di palestinesi che successivamente sono fuggiti dalle loro case o sono stati sfollati nella guerra che ebbe seguito.

Perché l’ambasciata è così controversa?

Lo status di Gerusalemme va al cuore del conflitto israelo-palestinese. La sovranità israeliana su Gerusalemme non è riconosciuta a livello internazionale e, secondo gli accordi di pace israelo-palestinesi del 1993, lo status finale di Gerusalemme deve essere discusso nelle ultime fasi dei colloqui di pace. Israele ha occupato Gerusalemme Est dalla guerra del Medio Oriente del 1967, e ha effettivamente annesso il settore, anche se questo non è stato riconosciuto da nessun paese fino alla dichiarazione del Sig. Trump nel dicembre 2017. Dal 1967, Israele ha costruito una dozzina di insediamenti, che ospitano circa 200.000 ebrei, a Gerusalemme est. Questi sono considerati illegali secondo il diritto internazionale, sebbene Israele lo contesti.

Fonte: BBC.com

 

Informazioni su Alessia D’Anna 540 Articoli
studentessa in giurisprudenza amante della scrittura, con esperienza nelle notizie dell'ultima ora

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