XXXTentacion, il rapper è stato ucciso a Miami

E’ stato uno degli artisti più popolari negli Stati Uniti. Il rapper e cantante statunitense è stato ucciso, a colpi di pistola, in Florida (precisamente a Miami) secondo delle circostanze che non sono state ancora del tutto stabilite. L’ipotesi più gettonata è quella della rapina, ma secondo molti la sua morte potrebbe essere stata premeditata. XXXTentacion è stato ucciso all’interno della sua macchina, probabilmente da due uomini che sono poi scappati in un suv. La sua vita, piena di difficoltà relative al suo carattere e alla sua tendenza di finire in carcere, unita alla sua carriera, che l’aveva reso uno dei più promettenti al mondo nel suo genere, ne hanno fatto un simbolo.

XXXTentacion, la sua vita piena di difficoltà

Non è stata una vita semplice, quella di XXXTentacion. La sua carriera che l’ha visto emergere molto rapidamente e, in poco tempo, diventare una vera e propria icona statunitense è sempre stata in parallelo con la sua vita difficile. E’ stato praticamente cresciuto dalla nonna materna, per via delle difficoltà finanziarie della madre (dominicana) e del padre (giamaicano). La sua infanzia non è mai stata semplice, come da sua stessa ammissione, e a sei anni il rapper andò per la prima volta in carcere per aver pugnalato un uomo che maltrattava sua madre.

Nel 2013 ottiene il carcere ancora una volta, per essere stato trovato in possesso di un’arma da fuoco. E’ in questa circostanza che conosce Ski Mask, rapper con il quale collaborerà agli inizi della sua (breve) carriera musicale. E poi ancora carcere per violazione di domicilio, prima degli arresti domiciliari ottenuti nel 2016, a seguito di una rapina. Al di là degli arresti, la sua vita è difficile per via del suo temperamento: irascibile e troppo spesso legato ad atti di violenza, XXXTentacion perse anche il lavoro che per due anni aveva svolto in un call center per via di problemi con la legge.

La carriera e le ispirazioni artistiche

Contemporaneamente, il rapper e cantante statunitense persegue con la sua carriera. Anche in questo caso, non tutto va nel migliore dei modi e molte volte il rapporto tra XXXTentacion stesso e i suoi fan si rovina per via di risse e atti di violenza all’interno dei suoi concerti. Le sue ispirazioni artistiche, così come ha egli stesso ammesso, erano Kurt Cobain e The Weeknd (cantante canadese, il cui primo album “gli ha salvato la vita”).

Il rapper ha trovato una prima porzione di popolarità grazie al mondo digitale, pubblicando alcuni suoi singoli su SoundCloud ed acquisendo una porzione molto vasta di pubblico. La svolta c’è con “Look at Me”, che per la prima volta ottiene una pubblicazione su iTunes. Il brano acquisirà grandissima popolarità (fino ad entrare nella Bilboard Hot 100) anche grazie alle controversie ad esso legate. Dal 2017 in poi, la carriera dello statunitense subisce una svolta: prima i singoli, poi i mixtape, poi gli album in studio.

Il 2018, anno dapprima glorioso poi tragico, è l’anno dei tre album. L’ultimo, in ordine di tempo, è stato “?”, pubblicato dall’etichetta Bad Vibes Forever. L’album era stato pubblicato a marzo, prima della tragica morte avvenuta ieri sera.

La morte di XXXTentacion era premeditata?

Il quadro della morte del rapper e cantante statunitense non è assolutamente chiaro, e molto di quanto si sa deriva dalla ricostruzione ottenuta grazie alle parole dello sceriffo. Non si conoscono movente nè dinamiche approfondite. Lo statunitense si trovava, probabilmente, nella sua auto (una BMW i8 nera) e usciva da una concessionaria di moto (Riva Motorsports). Sarebbe poi stato avvicinato da un suv nero, all’interno del quale si trovavano due uomini che l’hanno poi sparato.

XXXTentacion è stato poi trasportato in ospedale d’urgenza, ma dopo un’ora è stata dichiarata la sua morte. La prima ipotesi è quella di rapina, dal momento che nell’auto del cantante era presente una borsa firmata che, poi, è andata scomparsa. Gli uomini, secondo questa parziale ricostruzione, avrebbero rapinato l’uomo, poi uccidendolo, e sarebbero fuggiti sullo stesso suv nero. C’è chi pensa, però, che sia una ricostruzione troppo velleitaria: di nemici, XXXTentacion, certamente ne aveva ottenuti durante la sua vita. Lo stesso, forse conscio della sua imminente morte, ha lasciato messaggi di amore e fratellanza nel tempo. Che sia stata una morte premeditata? Ad ora non è dato saperlo; intanto le autorità hanno offerto una ricompensa di 3000 dollari a chi scoverà gli assassini del rapper e cantante statunitense.

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Amante della scrittura e dell'attualità, esperto di news che spaziano tra svariati temi.

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