Bugatti Chiron: la prima auto fatta con mattoncini Lego

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Bugatti Chiron: la prima auto fatta con mattoncini Lego

Prima o poi sarebbe dovuto accadere, e non si è dovuto aspetare ancora tanto prima di ottenere un modello realizzato con mattoncini Lego e utilizzabile. Il modello in questione è quello di una Bugatti Chiron, realizzata con i celebri mattoncini e guidabile. Si tratta della copia esatta di una normale Bugatti dello stesso modello, un bolide che raggiunge prestazioni eccelse; ovviamente, queste stesse prestazioni non potranno essere raggiunte dall’alto fatta di Lego, ma l’automobile ha un grandissimo valore ed è stata esposta anche all’Autodromo di Monza. 

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Bugatti Chiron fatta interamente di Lego

L’auto realizzata con i mattoncini Lego è una copia esatta della Bugatti Chiron, un vero e proprio bolide che può raggiungere prestazioni straordinarie: 420 km/h di velocità massima. La velocità, in questo caso, si abbassa fino a 30 km/h, generati da 2304 motori Lego Technic. 4032 ruote dentate, invece, generano una potenza di 5,3 cavalli.

L’automobile realizzata con i celebri mattoncini è stata assemblata completamente in circa 6 mesi, con oltre un milione di pezzi. Si tratta del primo modello Lego Technic a grandezza naturale che può essere anche guidato, dal peso di una tonnellata e mezza.

L’auto è stata esposta all’Autodromo di Monza

La domenica sportiva per gli appassionati di Formula Uno e per tutti coloro che erano presenti all’Autodromo di Monza non è stata certamente fortunata. I tantissimi tifosi ferraristi hanno dovuto assistere alla disfatta di Vettel e al trionfo di Lewis Hamilton, poi fischiato dagli stessi tifosi.

Tuttavia, si è avuta la possibilità di assistere al modello di Bugatti Chiron realizzato con mattoncini Lego. Esso è stato, infatti, esposto nell’Autodromo di Monza e – per chi volesse – c’era la possibilità di avvicinarsi fino a qualche metro per osservare il lavoro finale.

Il lavoro è stato guidato da Lubor Zelinka

Il lavoro è stato realizzato da un team di maestri costruttori guidati dal ceco Lubor Zelinka. Il ceco è certamente soddisfatto del prodotto finale, e ha spiegato le dinamiche della realizzazione. «Ci sono solo due sostegni di acciaio e nemmeno una goccia di colla» e poi ha aggiunto: «Abbiamo fuso due brand unici, che hanno messo a disposizione i loro migliori ingegneri, designer e costruzioni – ha raccontato Paolo Lazzarin general manager di Lego Italia -. Il risultato è la dimostrazione che con Lego non ci sono limiti»

Sul valore dell’opera non c’è dubbio, per Zelinka questa è “l’opera di Lego più complesso di sempre”

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