Coronavirus, in Campania ancora tutto bloccato: la nuova ordinanza di De Luca

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E’ ancora una Campania completamente bloccata quella che emerge dalla nuova ordinanza firmata dal Presidente della Regione Vincenzo De Luca, che già in precedenza aveva mostrato come alcuni provvedimenti potessero essere presi, nell’interesse del popolo della Regione, in contraddizione con quanto stabilito dal Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri. L’ordinanza n° 32, del 12 aprile 2020, ha stabilito non soltanto il prolungamento di tutte le misure di sicurezza che sono state prese in considerazione per i precedenti decreti, ma anche una nota fondamentale circa il commercio al dettaglio degli articoli di carta (libri, cancelleria, ecc.) che, a differenza delle altre regioni italiane, non sarà ancora possibile se non nelle sedi già precedentemente predisposte.

Le parole del Presidente di Regione Vincenzo De Luca

Attraverso un post su Facebook (social network di cui si sta servendo particolarmente il Presidente della Regione Campania Vincenzo De Luca), il governatore della Regione Campania ha comunicato le nuove indicazioni che dovranno essere prese in considerazione dagli abitanti della Regione Campania. Per quanto le misure siano state suggerite dal Dpcm firmato dal Premier Giuseppe Conte, non tutte le misure prese coincidono: in particolar modo, secondo la decisione del governo, potranno essere riaperte librerie e cartolibrerie, oltre che tutte le altre sedi adibite al commercio al dettaglio degli articoli di carta.

Ciò non accadrà in Regione Campania, stando a quanto è stato stabilito da Vincenzo De Luca, che su Facebook ha spiegato quanto segue:

Per il commercio

1) il commercio al dettaglio di articoli di carta, cartone, articoli di cartoleria e libri è sospeso, ad eccezione di quello già esercitato nelle edicole, negli ipermercati e nei supermercati, nelle tabaccherie, nonché dalla grande distribuzione multimediale e via internet;

2) il commercio al dettaglio di vestiti per bambini e neonati è consentito nelle mattinate del martedì e del venerdì con orario 8,00-14,00. Nella settimana del 1° maggio 2020, l’apertura è consentita nelle mattinate del martedì e del giovedì, secondo l’orario sopra indicato.

Le decisioni del Presidente De Luca per le altre attività lavorative

Non si limitano a quelle sopraccitate le misure adottate dal Presidente De Luca per la Regione Campania. Per quanto alcune di quelle che seguono siano state piuttosto contestate, come si può leggere anche direttamente sulla pagina Facebook del governatore, il Presidente di Regione ha parlato anche delle altre misure riguardanti le altre attività lavorative, soprattutto in sede di commercio. Nello specifico:

– È sospesa l’attività dei cantieri edili su committenza privata, fatti salvi – limitatamente alle attività consentite dalla vigente disciplina nazionale – gli interventi urgenti strettamente necessari a garantire la sicurezza o la funzionalità degli immobili, l’adeguamento di immobili a destinazione sanitaria finalizzati allo svolgimento di terapie mediche durante il periodo emergenziale, gli interventi di manutenzione finalizzati ad assicurare la funzionalità di servizi essenziali, il ripristino della messa in sicurezza dei cantieri, ove necessario, e in ogni caso con obbligo di adozione dei dispositivi di protezione individuale da parte del personale impiegato e delle ulteriori misure precauzionali previste dalla disciplina vigente;

– Per i lavori a committenza pubblica, fatti salvi l’avvio e la prosecuzione di quelli concernenti le reti di pubblica utilità e l’edilizia sanitaria, nonché degli interventi volti ad assicurare la messa in sicurezza e la funzionalità degli immobili, le stazioni appaltanti, sempre limitatamente alle attività consentite dalla vigente disciplina nazionale, valutano la differibilità delle singole lavorazioni o interventi in corso ovvero programmati.

L’ordinanza 32 del 12 aprile del 2020 firmata da Vincenzo De Luca

Le decisioni prese in considerazione precedentemente e comunicate da Vincenzo De Luca su Facebook sono ricavate direttamente dall’ordinanza 32 del 12 aprile del 2020, e firmata chiaramente dal Presidente della Regione Campania. L’ordinanza – oggetto di contestazione da parte di molti lavoratori, apprezzata da tante altre personalità – è consultabile direttamente sul sito della Regione Campania, nella sezione predisposta alla lettura di tutte le comunicazioni e ordinanze.

Al di là di quanto direttamente comunicato dal Presidente della Regione Campania e, ovviamente, date tutte le considerazioni presenti all’interno della stessa, l’ordinanza comunica: “E’ demandato all’Unità di Crisi regionale il compito di definire sin d’ora, anche in concerto con l’ANCE, le più idonee modalità operative per assicurare, da parte delle singole imprese, in vista della successiva ripresa delle attività, l’acquisizione dei necessari dispositivi di protezione individuale, il controllo dello stato di salute degli addetti e la predisposizione di adeguati protocolli di sicurezza da adottarsi nella varie fasi dell’attività, in conformità ai documenti dell’OMS e dell’Istituto Superiore di Sanità, nonchè delle disposizioni ministeriali vigenti per il settore interessato;”

In ultima analisi, è presente la parentesi relativa alle sanzioni e alla possibilità di ricorrere all’ordinanza stessa:

2. Il mancato rispetto delle misure di contenimento e prevenzione del rischio di contagio di cui al presente provvedimento è sanzionato ai sensi e per gli effetti di cui all’art.4 del decreto legge 25 marzo 2020, n.19, al quale integralmente si rinvia.

3. La presente ordinanza è comunicata, quale proposta di adozione di apposito DPCM ai sensi e per gli effetti dell’art.2, comma 1 del decreto legge 25 marzo 2020, n.19, al Presidente del Consiglio dei Ministri, al Ministro della Salute, al Ministro dell’interno, al Ministro della difesa, al Ministro dell’economia e delle finanze.

La presente ordinanza è altresì notificata all’Unità di Crisi regionale, ai Comuni e ai Prefetti della Regione. La presente Ordinanza è pubblicata sul sito istituzionale della Regione e sul BURC. Avverso la presente Ordinanza è ammesso ricorso giurisdizionale innanzi al Tribunale Amministrativo Regionale nel termine di sessanta giorni dalla pubblicazione, ovvero ricorso straordinario al Capo dello Stato entro il termine di giorni centoventi.