Coronavirus, restrizioni estese in tutta Italia: “Scuole e università chiuse fino al 3 aprile”

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Coronavirus Conte, decreto definitivo Coronavirus

L’emergenza Coronavirus, riscontrata dagli ultimi bollettini medici comunicati dalla Protezione Civile, ha portato il Premier Conte – attraverso una conferenza stampa serratissima – a estendere le restrizioni applicate alle “zone rosse” a tutta Italia, secondo una nuova concezione del territorio nazionale. Non più zone rosse ma l’appello a stare a casa che, non passando più attraverso semplici imperativi morali, si baserà attraverso una serie di obblighi da rispettare inderogabilmente da parte degli italiani. Tra le misure fondamentali prese in considerazione in quest’ambito ci sono state, senza dubbio, la chiusura delle scuole e delle università fino al 3 aprile e di tutti gli eventi sportivi (compreso il campionato italiano di Serie A) fino alla stessa data. Nel dettaglio le dichiarazioni del Premier Conte e tutte le soluzioni che saranno messe in atto per superare la fase critica all’interno del territorio nazionale. 

Le comunicazioni della Protezione Civile aggiornate al 9 marzo 2020

Nell’ambito delle comunicazioni della Protezione Civile, secondo i bollettini giornalieri comunicati da Angelo Borrelli, la situazione aggiornata al 9 marzo 2020 ha evidenziato un importante incremento dei casi di contagio e decessi. Nello specifico, i dati sono i seguenti:

  • 7.985 contagi totali (con un incremento di 1.598 rispetto all’8 marzo 2020);
  • 463 decessi (con un incremento di 97 casi rispettoll’8 marzo 2020) – raggruppati per le seguenti fasce: 1% da 50 a 59 anni; 10% da 60 a 69; 31% da 70 a 79; 44% da 80 a 89; 14% ultra novantenni;
  • 724 guariti (102 in più rispetto all’8 marzo 2020);

Restrizioni estese a tutta Italia per Coronavirus

La situazione preoccupante condivisa dal bollettino medico della Protezione Civile ha evidenziato non soltanto il dato crescente dei contagi e dei decessi per Coronavirus, ma anche quello relativo alla preoccupazione che dipende dal numero sempre più crescente, in rapporto con i posti letto presenti negli ospedali italiani, soprattutto se di terapia intensiva. Le misure restrittive adottate nella prima zona rossa identificata in Italia hanno portato a dei miglioramenti progressivi, tali da portare ad adottare una stessa linea comune per tutto il paese italiano, non più attraverso le denominazioni di “zona rossa” o “zona arancione”, ma attraverso la ridefinizione di “zona protetta” per tutta la penisola. 

«Italia tutta in zona protetta: non ci saranno più singole zone rosse, ma per tutti gli spostamenti saranno possibili solo per necessità, per lavoro o per motivi sanitari. E, poi, divieto di aggregazione. Sono norme più stringenti per tutelare la salute di tutti i cittadini», ha dichiarato il Premier Conte, che ha spiegato: “Abbiamo adottato una nuova decisione che si basa su un presupposto: tempo non ce n’è. I numeri ci dicono che stiamo avendo una crescita importante dei contagi, delle persone ricoverate in terapia intensiva e subintensiva e, ahimè, anche delle persone decedute. La nostre abitudini quindi vanno cambiate. Vanno cambiate ora. Ho deciso di adottare subito misure ancora più stringenti, più forti. […] Sto per firmare un provvedimento che possiamo sintetizzare come ‘io resto a casa’. Non ci sarà più una zona rossa nella penisola. Ci sarà l’italia zona protetta.” 

Scuole e università chiuse fino al 3 aprile 2020

La prima disposizione che porterà agli effetti delle restrizioni applicate per tutta Italia è relativa alla chiusura di scuole e università, e conseguente sospensione delle attività didattiche, per scuole e università, fino al 3 aprile 2020, ritenuta come data utile per un eventuale nuovo intervento governativo. Le decisioni del governo si “sommano” a quelle che erano già state prese in considerazione in precedenza, e che avevano portato alla chiusura delle scuole e delle università fino al 15 marzo 2020. 

Spostamenti extra-urbani solo per stretta necessità

La grandissima novità che si può avvertire dalle nuove restrizioni che sono state comunicate dal governo riguarda, sicuramente, gli spostamenti extra-urbani che potranno avvenire da comune a comune o da regione a regione. Consapevole delle problematiche lavorative che potrebbero sorgere a seguito di restrizioni di questo sito, sono stati stabiliti non soltanto i divieti in materia di spostamenti e comunicazioni, ma anche le condizioni da rispettare in merito all’imperativo morale ormai condiviso dello stare a caso.

Ancora una volta, le dichiarazioni del Premier Conte sono state emblematiche: “Sono pienamente consapevole della gravità e della responsabilità. Non possiamo permetterci di abbassare la guardia. E’ il momento della responsabilità e tutti l’abbiamo. Voi cittadini tutti con me. La decisione giusta oggi è di restare a casa. Il futuro nostro è nelle nostre mani […] Non è all’ordine del giorno una limitazione dei trasporti pubblici, per garantire la continuità del sistema produttivo e consentire alle persone di andare a lavorare”.

In altre parole, sarà possibile realizzare un’autocertificazione che porti a spostarsi nonostante le restrizioni stabilite: si tratta di un documento di estremo valore e di grandissima importanza, che sancisce la possibilità di spostamenti extra-urbani qualora ci siano emergenze lavorative (come nel caso dei trasportatori e non solo) o salutari. L’autocertificazione sarà poi oggetto di valutazione che, nel caso in cui si riveli essere falsa, comporterà reato per chi l’ha realizzata. Restrizioni, insomma, come si può osservare stringenti nel loro contenuto e nelle loro disposizioni, ma che risultano essere fondamentali dato il momento storico che si sta vivendo.

Campionato di calcio sospeso fino al 3 aprile 2020

Ultimo tra gli effetti che sono stati riscontrati in merito alle restrizioni del governo, comunicate dal Premier Conte, riguardano la sospensione di tutte le manifestazioni sportive, compreso il campionato di calcio di Serie A. La spinta governativa e ministeriale che era stata portata avanti negli ultimi giorni precedenti alla comunicazione ha avuto conferma grazie alle parole di Giuseppe Conte che, in conferenza stampa al Palazzo Chigi, ha dichiarato: «Non c’è ragione per cui proseguano le manifestazioni sportive, abbiamo adottato un intervento anche su questo»