Da cosa dipende il prezzo del petrolio?

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Nonostante l’espansione e lo sviluppo a livello globale, negli ultimi anni, del business legato alla generazione di energia pulita da fonti rinnovabili, il petrolio al giorno d’oggi continua ad essere una materia prima ed una risorsa indispensabile per la crescita economica di molti Paesi del mondo.

Al pari di altre materie prime, pure il petrolio è quotato sui mercati internazionali, e registra un prezzo al barile che oscilla come ad esempio i titoli azionari, ovverosia in funzione della domanda e dell’offerta, ed in ragione di fattori fondamentali e tecnici. Ma da cosa dipende il prezzo del petrolio?

I fattori che influenzano il prezzo del greggio, quali sono?

I fattori che influenzano il prezzo del petrolio sono tanti, e spesso sono anche inattesi ed imprevedibili.

La pandemia di coronavirus

Per esempio, uno dei fattori che ha portato di recente il petrolio a crollare, sotto i 20 dollari al barile, è stata la pandemia di coronavirus dopo che in molti Paesi del mondo, Italia compresa, c’è stata la chiusura di fabbriche e di stabilimenti che nella maggioranza dei casi consumano elevate quantità di energia elettrica e di gas. Questi mancati consumi energetici, inesorabilmente, hanno portato ad una caduta verticale delle quotazioni del petrolio proprio in ragione di un crollo della domanda di greggio.

La guerra dei prezzi tra l’Arabia Saudita e la Russia

Il recente crollo dei prezzi del greggio, inoltre, è stato alimentato, oltre che dall’emergenza sanitaria da Covid-19, pure dal mancato accordo sul taglio della produzione tra la Russia e l’Opec guidata dall’Arabia Saudita.

L’influenza dell’Opec sul prezzo del petrolio

L’Organizzazione dei Paesi esportatori di petrolio, (OPEC), infatti, è quella che esercita la maggiore influenza sui prezzi del petrolio in quanto, per esempio, un accordo di aumento della produzione può far abbassare le quotazioni di mercato dell’oro nero. Così come un taglio alla produzione può andare a spingere i prezzi al barile di nuovo verso l’alto.

Le tensioni geopolitiche influiscono sulle quotazioni dell’oro nero

Pure le tensioni geopolitiche possono innescare volatilità sui prezzi del greggio. Basti pensare, per esempio, alla recente crisi Usa-Iran dopo l’uccisione, da parte delle forze armate statunitensi, del generale iraniano Qasem Soleimani.

I Paesi Organizzazione dei Paesi esportatori di petrolio

Fondato nel 1960, l’OPEC, Organization of the Petroleum Exporting Countries, non è altro che un cartello economico nato al fine di negoziare, con le compagnie petrolifere, non solo gli aspetti relativi alla produzione di greggio, ma pure i prezzi e le concessioni. Attualmente i Paesi facenti parte dell’OPEC sono dodici e sono i seguenti: Arabia Saudita, Algeria, Angola, Emirati Arabi Uniti, Iran, Gabon, Ecuador, Kuwait, Libia, Iraq, Venezuela e Nigeria.

Ci sono inoltre tanti altri Paesi che, pur essendo tra i primari produttori di greggio al mondo, non aderiscono all’Opec. Si tratta, nello specifico, di USA, Messico e Canada nel Nord e nel Sud America; il Bahrein, l’Oman ed il Qatar nel Medio Oriente; l’Indonesia, la Russia, il Kazakistan e la Cina in Asia, e la Norvegia in Europa.