Le differenze tra vino bianco e vino rosso

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Quando parliamo di vino ci riferiamo ad una bevanda dalle caratteristiche uniche. Il suo sapore è davvero inconfondibile, ma non possiamo non fare una distinzione fra tipi di vini. Non tutto il vino è uguale, infatti, se pensiamo che già una prima distinzione si può fare tra vino bianco e vino rosso. Ma non si tratta soltanto del caratteristico colore, infatti anche questo è dato da alcuni elementi in particolare, di cui bisognerebbe essere consapevoli. Non è vero come dicono alcuni che dall’uva bianca si ricava soltanto il vino bianco e dall’uva nera soltanto quello rosso. Bisogna invece sapere a che cosa sono dovute queste caratteristiche colorazioni, che possono fare la differenza anche in termini di aroma da gustare.

La differenza tra vino rosso e vino bianco

Prova a gustare un ottimo calice di vino, prendendo la bottiglia che conservi sul portabottiglie pupitre di Showine, e assaporalo dolcemente. Forse non sai, scegliendo una bottiglia di vino rosso o di vino bianco, che differenze c’è tra i due.

Ti abbiamo detto già precedentemente che il fatto che il colore sia collegato ad una specifica varietà di uva può essere considerato soltanto un falso mito. Infatti la colorazione dipende dalla presenza o dall’assenza delle vinacce durante la macerazione.

Inoltre una differenza di colore può essere data da quanto tempo le vinacce rimangono in infusione. Ma che cosa sono le vinacce? Ti vogliamo spiegare precisamente anche questo. Quando parliamo di vinacce ci riferiamo alle parti solide dell’uva, come per esempio la polpa e la buccia.

Inoltre la differenza di colorazione tra vino rosso e vino bianco può essere data dalla pigiatura. Con una pigiatura totale si ottengono vini rossi, mentre con una parziale si ricava il vino bianco.

Le differenze in termini di sapore

Ma esaminiamo, al di là della ragione a cui è rapportabile una differenza di colore, anche le differenze che ci sono per quanto riguarda il sapore.

Una caratteristica importante del vino bianco è infatti il suo profumo, che può essere considerato fruttato. Ecco perché andrebbe abbinato soprattutto con piatti particolarmente delicati.

Il suo sapore è infatti proprio più delicato rispetto al rosso. Il vino bianco ha un colore che si avvicina al giallo e andrebbe consumato generalmente ad una temperatura compresa tra gli 8 e i 14 gradi.

Per il vino rosso la temperatura ideale è quella compresa tra i 14 e i 20 gradi. La colorazione può variare dal porpora al rosso aranciato, a seconda della macerazione.

Il sapore è decisamente più forte e si può abbinare più facilmente ai piatti di carne rossa e ai formaggi. Il vino rosso si contraddistingue anche per l’abbondanza dei tannini, delle sostanze che, secondo la scienza, apportano importanti benefici alla nostra salute, soprattutto a quella del sistema cardiovascolare.

I falsi miti sul vino

Ma quello di cui ti abbiamo parlato riguardo alla colorazione non è l’unico falso mito sul vino che dovremmo sfatare. Per esempio secondo alcuni non si dovrebbe mai mischiare il vino rosso con il vino bianco. Ma questo è completamente falso, perché non ci sono prove scientifiche a sostegno di questa affermazione.

Qualcuno pensa che mischiando questi due tipi di vino si rischia di stare male. In realtà non ci sono sostanze che possano entrare in conflitto.

Un altro falso mito è quello, secondo il quale al pesce si dovrebbe abbinare sempre il vino bianco. Non è vero, perché ci sono alcuni vini rossi e non eccessivamente corposi che possono essere tranquillamente abbinati anche con i piatti a base di pesce.

Basti pensare per esempio in questo senso al Nero d’Avola, che può essere bevuto con il tonno, con il salmone o con le zuppe di pesce.