Pensioni, italiani costretti a lavorare più degli altri cittadini europei

Uil Pensioni, italiani costretti a lavorare più degli altri cittadini europei

Uno studio pubblicato dal sindacato dimostra che per via dell’aumento dell’età pensionabile gli italiani sono svantaggiati rispetto ai lavoratori degli altri Paesi europei, situazione che peggiorerà con i  67 anni dal 2019.

Riforma Pensioni, studio Uil evidenzia squilibrio Italia-Paesi UE

Gli italiani già vedono dopo la pensione, e in più la godono meno rispetto ai lavoratori degli altri Paesi Europei. E’ questo il dato che emerge da uno studio indetto dalla Uil, il quale rielabora i dati Missoc (il sistema d’informazione europeo sulla protezione sociale) ed Eurostat. Tenendo conto dell’attuale aspettativa di vita a 65 anni, e dell’età di entrata in pensione, che è ritardata rispetto alla maggior parte dei Paesi europei, i pensionali in Italia percepiscono l’assegno in media per 16 anni e 4 mesi, contro i 18 anni e 19 mesi della media UE, e le donne per 21 anni e 7 mesi, contro i 23 anni e 2 mesi della media UE.

Aumento età pensionabile a 67 anni, Uil e altri sindacati sul piede di guerra

Il segretario generale della Uil Domenico Proietti evidenzia il nonsense dell’aumento dell’età pensionabile a 67 anni. E’ previsto un incontro con i rappresentanti del Governo per un tavolo tecnico sulle pensioni e nel pomeriggio ci sarà un incontro tra i segretari confederali di Cgil, Cisl e Uil e il presidente del Consiglio Paolo Gentiloni, con i ministri del Lavoro e dell’Economia. Il tentativo è quello di raggiungere un’intesa per evitare che l’aumento dell’età pensionabile a 67 anni, dovuto all’aumento dell’aspettativa di vita, coinvolga tutti i lavoratori: dovrebbero rimanerne fuori tutte le categorie di lavori gravosi individuate ai fini dell’Ape, l’anticipo pensionistico, e in più verrebbero incluse altre quattro categorie, lavoratori agricoli, marittimi, siderurgici e pescatori. I sindacati chiedono anche un allentamento dei requisiti per la pensione di anzianità, perché con le nuove normative diventerebbe un privilegio per pochissimi.

Pensioni, la situazione negli altri Paesi europei

Con l’aumento dell’età pensionabile previsto a partire dal 2019, rileva la Uil, i lavoratori del Belpaese sarebbero ancora più svantaggiati rispetto al resto dell’Europa. In Francia, l’età per il pensionamento degli uomini è a 60 anni e la loro aspettativa di vita è di 84 anni e 5 mesi: il risultato è che la permanenza in pensione è di oltre 8 anni maggiore rispetto a quella dell’Italia. Nel Regno Unito le donne invece, pur avendo un’aspettativa di vita pari a 85 anni e 10 mesi e quindi di circa un anno e quattro mesi più bassa rispetto alle italiane, godono dell’assegno previdenziale per quattro anni e tre mesi in più rispetto all’Italia. Con la Germania lo svantaggio è minore, ma supera di pur sempre un anno.

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