Prosciutto Cotto: i benefici per la salute

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fa bene o male il prosciutto cotto

Il prosciutto cotto è un insaccato che si ottiene dalla coscia del maiale, disossata, salata e cotta in forno a temperature di 75° per 10 – 12 ore.

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Al supermercato, tra i diversi insaccati troverete “la spalla cotta”. Seppure l’aspetto sia identico al classico prosciutto cotto, esso in realtà viene realizzato con la carne della spalla del maiale. Oltre ad essere un taglio meno pregiato, non si tratta del classico prosciutto ricavato dalla coscia del maiale.

Il prosciutto cotto è un salume che non richiede stagionatura ma e che già dopo 24 ore si può mettere in vendita sul mercato.

Questo salume può essere lavorato in presenza di alcuni additivi che garantiscono la buona conservazione. Il più naturale di questi è il sale.

Per quanto riguarda i suoi valori nutrizionali, il prosciutto cotto, come tutti gli altri salumi che troviamo sul mercato, rappresenta una grande fonte di proteine è la quantità di grasso che produce dipende molto dalla materia prima.

Una quantità di 50 g di insaccati costituisce la principale fonte di proteine di un pasto.

Dal punto di vista salino, come tutti gli insaccati, il prosciutto cotto è ricco di sale aggiunto, quindi di sodio è andrebbe consumato con moderazione soprattutto per coloro che soffrono di ipertensione. Non mancano anche ferro, potassio e fosforo.

Per quanto riguarda le Vitamine, il prosciutto cotto apporta buone quantità di Vitamina B (Tiabina, Riboflavina e Niacina).

Il prosciutto cotto fa bene o fa male?

Il prosciutto cotto è un alimento buono e apprezzato da tutti ma attenzione a quello che si va a consumare perché quello di elevata qualità esiste ma fatto in modo artigianale dove nitriti e nitrati sono esclusivamente assenti.

Il prosciutto cotto, fra i diversi affettati, è sicuramente tra i più consigliati per gli sportivi e coloro che vogliono dimagrire.

Scegliendo varietà di prosciutto cotto di alta qualità a basso contenuto di grasso, o eliminando quello visibile, si ottiene un alimento di alto contenuto proteico, povero di grassi e proteico.

Le proteine infatti, aumentano il tasso metabolico e posso contribuire al controllo del peso corporeo. In particolare, favoriscono anche il senso di sazietà, diminuendo l’ormone della fame “grelina” e aumentando diversi ormoni correlati al senso di pianezza.

Il consumo occasionale del prosciutto cotto non rappresenta per nessuno un pericolo per la salute. Anzi con il suo buon contenuto di ferro, potassio, fosforo e vitamine è considerato uno dei salumi più sani ed equilibrati.

Il consumo eccessivo di carni conservate, in particolare quelle affumicate, è associato a un aumento rischio di molte malattie croniche come: pressione alta, malattie cardiache e cancro dell’intestino e dello stomaco.

Come scegliere il prosciutto cotto di qualità?

La prima cosa da fare quando si vuole comprare un prosciutto cotto al supermercato è individuare la denominazione merceologica. La dicitura può riportare la scritta prosciutto cotto, prosciutto cotto scelto oppure prosciutto cotto di alta qualità. Si tratta di prodotti apparentemente simili che però si differenziano per due particolari molto importanti: umidità o meglio la qualità.

Il prosciutto cotto ha un’umidità pari all’81% e si riconosce bene perché quando arriva in tavola le fette hanno un aspetto lucido e gelatinoso.

Il prosciutto cotto scelto ha un’umidità pari al 78,5% ed è trattato con polifosfati per trattenere l’acqua.

Il prosciutto di alta qualità ha un’umidità inferiore, pari al 75,5% e si riconosce benissimo perché quando arriva in tavola le fette si staccano l’una dall’altra e si distinguono le fasce muscolari.

Il prosciutto affettato dal salumiere e da preferire perché cambia completamente l’aroma e il sapore dal prosciutto confezionato nelle vaschette di plastica.

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