Rieti, lutto nel mondo del basket: morto Attilio Pasquetti

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Tragico lutto nel mondo del basket italiano: è scomparso Attilio Pasquetti, storica figura della pallacanestro italiana, specie nelle relazioni internazionali con gli Stati Uniti. Pasquetti è morto dopo aver combattuto a lungo contro una dura malattia, che ne ha consumato gradualmente la vita. E’ grazie a lui che molti giocatori stranieri sono approdati in Italia, dando il via ad un ciclo vincente di formazioni che inglobano campioni anche di oltreoceano. 

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Lutto a Rieti: la carriera di Attilio Pasquetti, scomparso a 70 anni

Una carriera ricca di soddisfazioni e successi sportivi, per Attilio Pasquetti, che ha voluto sempre il bene per il basket italiano. Il 70enne tragicamente scomparso ha lasciato un vero e proprio vuoto a Rieti, la cui comunità lo ricorda con affetto.

Pasquetti ha iniziato la sua carriera nel ruolo di security manager, prima alla Texas e poi alla Micron. Gradualmente la sua influenza è aumentata sempre di più, grande all’instaurazione di continui tavoli di trattativa che hanno favorito le relazioni – nell’ambito della pallacanestro – tra Italia e Stati Uniti. Il primo step di questa fortunosa campagna estera è stata la chiamata, nel 1976, a Willie Sojourner, per effettuare un provino.

Dopo una lunga pausa, la sua carriera nel mondo del basket è ricominciata nel terzo millennio, con la fondazione e la gestione di un nuovo team in grado di mettere in seria difficoltà ogni rivale: la Spes, che diventerà, poi, Rieti Basket Club. Il club reatino raggiungerà addirittura la Serie B1 nel 2009, dimostrando tutte le qualità che la contraddistinguevano. Pasquetti, che – in carriera – ha giocato anche come ala sinistra nel Rieti Calcio, prima di cambiare radicalmente sport, è stato anche il direttore generale della Real Rieti.

L’attivo dei grandi nomi dall’estero e il contributo di Pasquetti

La conoscenza degli Stati Uniti, nell’ambito del basket e non solo, e la grande passione per la pallacanestro sono entrambi stati pilastri fondamentali della carriera di Attilio Pasquetti, sempre un passo avanti rispetto a tutti gli altri nella gestione e nell’identificazione di talenti stranieri.

La sua presenza costante nella Amg Sebastiani, in collaborazione con il presidente Renato Milardi e con il Gm Italo Di Fazi ha inaugurato una stagione vincente per il basket italiano: cestisti come Tony Zeno, Claude Riley, Dan Gay, Joe Bryant e Lemone Lampley hanno calpestato i parquet italiani proprio grazie all’intuizione di Pasquetti.

Dopo la sparizione della Sebastiani e la breve parentesi calcistica, Pasquetti è stato tra i fondatori della Virtus: il team, fondato insieme a Davide Angeletti, Marzio Leoncini e Luigi Simeoni riuscì ad avere un percorso glorioso, che culminò con la sfortunata sconfitta del 2000, proprio a Rieti, contro Castelmaggiore: il match non era certamente di poco conto, dal momento che il vincitore sarebbe stato – di diritto – tra le squadre della Serie A2.

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