Roma, quattordicenne muore per aneurisma: per i medici era stressata

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Grave caso di malasanità nella Capitale, precisamente all’Ospedale Pertini: si indaga per omicidio colposo dopo il decesso di una ragazza di 14 anni a cui i medici avevano diagnosticato stress invece di un aneurisma cerebrale.

Stress invece di aneurisma, l’assurda morte di una ragazza di 14 anni a Roma

Un presunto nuovo caso di malasanità scuote la Capitale. Un’adolescente di 14 anni è morta il 6 novembre 2017 a seguito di un aneurisma celebrale, forse per colpa della diagnosi tardiva del personale medico dell’Ospedale Pertini di Roma. La notizia riportata dal sito Sky TG24 è scioccante, visto che un medico dovrebbe distinguere se un paziente risulti essere stressato o abbia un aneurisma cerebrale in corso. La news di cronaca è trapelata solo in queste ore in quanto la famiglia della giovane vittima ha sporto denuncia e si è affidata a un legale, il quale ha parlato a mezzo stampa. Tutto è iniziato per caso: la ragazza avrebbe lamentato la fuoriuscita di sangue dalla bocca e dalle orecchie quando era a scuola. Portata immediatamente all’ospedale di Roma, sarebbe stata incosciente per tre ore, sdraiata su un lettino e con una flebo al braccio. Il personale del Pronto Soccorso avevano modulato una diagnosi di stress, errata visto che la 14enne era in pieno aneurisma.

Morta per aneurisma a Roma, per i medici era stress

Anche se l’episodio risale allo scorso 6 novembre, secondo le parole dell’avvocato della famiglia della povera 14enne, la ragazza si è dapprima sentita male pochi minuti dopo aver fatto il suo ingresso nell’istituto scolastico Orazio, un liceo classico della Capitale. Il personale scolastico, con crescente preoccupazione, ha chiamato tempestivamente l’ambulanza e, in codice giallo, ha trasportato la ragazza nella struttura ospedaliera. Una volta nel nosocomio, la giovane è stata raggiunta dalla mamma ed è stata tenuta in osservazione per tre ore, in quanto, spiegano alla madre, si tratta solamente di una forma di stress. La mamma, però, non crede che essere stressati porti a queste conseguenze e insiste con i medici per effettuare alla figlia degli esami specifici. Dopo molte insistenze, il personale medico acconsente alla Tac e si scopre così l’aneurisma cerebrale. Ancora più clamorosa la decisione successiva: si decide per il trasferimento della 14enne e si predispone il trasporto in un altro ospedale, invece di sottoporla a un intervento di urgenza. Arrivata al Bambin Gesù dopo un viaggio in ambulanza che la madre della ragazza non dimenticherà mai, i medici della seconda struttura capiscono subito che la situazione è gravissima. La giovane versa in condizioni disperate e tentano di salvarle la vita con un disperato intervento chirurgico. Purtroppo, nonostante gli sforzi, la quattordicenne è morta sotto i ferri.

Malasanità, Procura di Roma apre fascicolo contro Ospedale Pertini

Per le circostanze della morte della giovane liceale di 14 anni e come conseguenza della denuncia dei familiari verso i sanitari dell’Ospedale Pertini di Roma, la Procura ha aperto una inchiesta. Il fascicolo di indagine è aperto per omicidio colposo a carico di ignoti. I testimoni, ovvero chi ha prestato i primi soccorsi alla ragazza, insiste col dire che si è sentita male intorno alle 8.30 e avrebbe iniziato a perdere bava e sangue dalla bocca. Ancora riusciva a parlare e ha detto più volte di sentirsi poco bene. Da lì la decisione di chiamare l’ambulanza e di trasportarla al Pertini. Dalla mattina, sono passate ore prima di mezzogiorno, orario in cui i sanitari si sono decisi ad effettuare una Tac che ha rivelato la presenza del violento e improvviso aneurisma. La famiglia, nonostante il dolore per l’atroce e improvvisa perdita, ha deciso di nominare un consulente per l’autopsia e i risultati saranno noti tra circa sessanta giorni. Soprattutto la mamma vuole giustizia e la risposta a una sola domanda: mia figlia si poteva salvare?  Di solito, le possibilità di sopravvivenza a seguito di un aneurisma cerebrale sono deboli, ma un intervento tempestivo forse avrebbe salvato la vita all’adolescente. Solo l’autopsia chiarirà le cause del male e soprattutto perché una ragazza di 14 anni  è stato diagnosticato stress eccessivo invece di un aneurisma cerebrale.

 

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