Uomo operato al fegato muore dissanguato, medici sotto accusa

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Uomo operato al fegato muore dissanguato, medici sotto accusa

Nuovo caso di malasanità o tutta colpa di destino? Sono ancora da scoprire cos’è successo a un uomo operato al fegato e morto dissanguato durante l’intervento. Attualmente le condotte dei medici sotto accusa sono al vaglio degli inquirenti.

78ottenne operato al fegato muore dissanguato

Le notizie di cronca oggi raccontano una storia che aspetta ancora di essere classificata tra l’omicidio di malasanità oppure frutto di un destino ingrato. Nel marzo del 2017 un 78etenne operato al fegato è morto dissanguato durante l’intervento. L’uomo, Giulio De Cicco, da tempo aveva iniziato la sua lotta contro il cancro alla vescica, motivo per cui si era resa necessaria per l’asportazione della neoplasia presso la clinica Villa Betania.

Uomo muore per emorragia, errore medico?

In un primo momento il caso di Giulio De Cicco sembrava essere segnato dalla fatalità, oltre che dalla tipologia di intervento relativo all’asportazione della vescica. Nel momento in cui l’uomo muore per emorragia i familiari, soprattutto la moglie della presunta vittima, che hanno accusato l’equipe di errore medico, sporgendo denuncia. L’accusa è stata sostenuta anche dal pm designato per le indagini: il decesso della vittima potrebbe essere  causato da un gravissimo errore.

Medici indagati per la morte di Giulio De Cicco?

Cosa sia accaduto durante l’intervento di Giulio De Cicco al momento sembra essere avvolto nel mistero, anche se la pubblica accusa e la famiglia stanno cercando di far luce sull’errore commesso in sala operatoria. I medici indagati per la morte di Giulio De Cicco, l‘uomo operato al fegato è morto per emorragia, secondo quanto pubblicato da Il Messaggero, non avrebbero saputo fronteggiate le emergenze terapeutiche sopravvenute durante l’intervento di cistectomia radicale, aggravato dal mancato monitoraggio degli anestesisti causando così l’arresto cardiaco di Giulio De Cicco. Per gli inquirenti, inoltre, i medici indagati avrebbero provveduto a falsificare la cartella clinica del paziente al fine di nascondere l’errore medico.