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Oleandro: storia, coltivazione e cura

Da Redazione

Febbraio 06, 2019

Oleandro: storia, coltivazione e cura
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L’oleandro è una pianta dalla storia molto antica. Si trova in tutte le aree del Centro Sud del nostro Paese, dopo una diffusione avvenuta nell’antichità nella zona del Mediterraneo. Molto probabilmente l’origine di questa pianta arbustiva è da rintracciare nel Medio Oriente. Nell’antichità veniva utilizzata soprattutto come una pianta ornamentale e ne possiamo trovare già traccia nel trattato sulle piante di Teofrasto del 200 d.C. Si tratta di una pianta sempreverde molto bella da vedere, che, se sottoposta ad un’azione di potatura in modo adeguato, non supera di solito i due metri di altezza.

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L’oleandro è velenoso?

Come spiega il sito EdendeiFiori, si tratta di una pianta dalle caratteristiche velenose. Per questo dovrebbe essere sempre maneggiata con cura utilizzando i guanti in tutte le occasioni. Tutte le parti dell’oleandro (foglie, fusti, semi e fiori in misure diverse) contengono l’oleandrina, una sostanza che può causare diversi problemi di salute davvero molto pericolosi se ingerita.

Si parla infatti di sintomi a carico del sistema gastrointestinale, come dolore addominale, diarrea, nausea e vomito, oltre che di problemi molto gravi a carico del cuore, con aritmia e anche arresto cardiaco.

L’oleandro in vaso

L’oleandro è una pianta molto resistente sia alla siccità che alla salsedine. Per questo motivo la troviamo spesso coltivata nelle aree urbane. Proprio la sua resistenza è una caratteristica molto apprezzata, anche perché questa pianta sempreverde viene utilizzata in gran parte a scopo ornamentale e coltivarla è veramente facile.

La zona in cui l’oleandro può crescere nel migliore dei modi è quella in cui troviamo una temperatura temperata, con la presenza del sole per molte ore della giornata e con poco freddo. Proprio il freddo potrebbe infatti compromettere lo sviluppo corretto della pianta.

L’oleandro si può coltivare anche in vaso, considerando che sarà necessario con regolarità sottoporlo ad un processo di potatura.

Come potare l’oleandro

Come abbiamo già specificato, questa pianta necessita di un’adeguata fase di potatura da svolgere con regolarità. Il rischio consiste infatti nella formazione di un cespuglio che cresce in modo disordinato. Si tratta di un buon modo per garantire il passaggio dell’aria nella parte più interna della pianta stessa.

Solitamente la potatura va effettuata in seguito alla prima fioritura dell’estate, ad agosto. Però può essere necessario procedere ad un’azione di spuntatura dei rami anche nei mesi primaverili. Proprio in questo periodo potrebbe essere utile accorciare i rami di pochi centimetri, per permettere la comparsa dei fiori nelle aree laterali della pianta.

Come coltivare la pianta

È essenziale scegliere per la coltivazione un’area esposta al sole. Non si devono utilizzare sottovasi, per favorire il passaggio dell’acqua. Questa pianta richiede infatti un’abbondante irrigazione effettuata di frequente. Il terreno prevede l’uso di terra di foglie, di terriccio da fiori e di sabbia grossa.

Se volete procedere alla coltivazione dell’oleandro, ricordate che questa pianta teme il freddo, quindi è opportuno fare attenzione all’area in cui viene situata, che non dovrebbe essere mai esposta per lungo tempo a temperature sotto lo zero. Per la protezione dalle basse temperature potete utilizzare cartoni e paglia per le radici. Il concime può essere utile per favorire il processo di fioritura, nel caso in cui la pianta sia coltivata in vaso.

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