Alimenti in scatola ricchi di bisfenolo A: perché fanno male alla salute?

Alimenti in scatola ricchi di bisfenolo A: perché fanno male alla salute?

Prodotti in scatola sotto accusa: il 40% contiene Bisfenolo A (BPA). La sostanza ha effetti tossici a lungo termine

I cibi in scatola sono pratici e veloci. Quante volte tornando da lavoro avete svuotato una lattina di ceci lessi pronti per essere conditi? Un nuovo studio americano però ha messo in luce il rischio che proviene dalle lattine che contengono gli alimenti. Nel 40% dei prodotti in scatola infatti è stato trovato il Bisfenolo A (BPA). Questa sostanza viene utilizzata per il rivestimento delle lattine e ne migliora la resistenza ma a lungo termine può avere effetti nocivi.

Il Bisfenolo A è stato al centro di numerosi studi sulla tossicità dei cibi in scatola. Per il nuovo studio, ricercatori del Center for Environmental Health hanno aperto 250 scatole di cibo e ne hanno analizzato la composizione chimica. Purtroppo nel 40% dei casi (38% per l’esattezza) è stato riscontrato un quantitativo piuttosto allarmante di BPA. Gli effetti sulla nostra salute sono obesità, cancro, infertilità maschile, endometriosi e difetti della nascita. Sin dal 2011 è stato vietato l’utilizzo del Bisfenolo A nei prodotti per bambini e nelle bottiglie di plastica ma per le scatolette di cibo non ci sono ancora restrizioni particolari.

La recente scoperta sul BPA potrebbe portare a compiere ulteriori passi in avanti. Due anni fa una ricerca simile aveva riscontrato la presenza del Bisfenolo A nel 67% dei prodotti analizzati. Per gli esperti però non è stato fatto abbastanza, l’intento è quello di abbassare ancora i numeri e salvare la salute dei consumatori arrivando al BPA free. Anche se le ricerche sono state condotte negli Stati Uniti, il rischio è presente anche in Italia, quindi il consiglio è di evitare il consumo di cibi in scatola o confezionati per non entrare in contatto con il Bisfenolo A e altre sostanze il cui effetto sulla salute è dubbio.

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