Botti di fine anno, un business milionario con 46 feriti in Campania

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Come ogni anno  conteremo i feriti vittime di petardi e botti di Capodanno, sperando di non dover riferire anche di perdite di vite. Quello di esplodere petardi, razzi, bombe, di fatto, è un’abitudine diffusa ovunque e che vede il contrasto di molti sindaci che li vietano ma che, in ogni caso, vengono esplosi. Ciascun petardo è potenzialmente pericoloso, in ogni momento può verificarsi un incidente, per un uso incauto o per un’esplosione anomala.

Se proprio si vuole fare qualche botto nella notte di Capodanno, si scelgano almeno botti legali, regolarmente autorizzati che presentano rischi minori. Bisogna dire, però, che si assiste ogni anno alla ricerca del botto più potente, quasi sempre costruiti da persone che lo fanno clandestinamente e questo è veramente pericoloso: nessuno garantisce che siano fatti con tutte le precauzioni possibili atte a limitare i rischi, anzi, gli incidenti più gravi che si verificano ogni anno sono dovuti proprio a questo tipo di botti.

Dietro a questo fenomeno c’è un business ricchissimo, molta gente è disposta a spendere cifre per entrare in possesso del botto più forte e spettacolare. Naturalmente, essendo illegali, anche il commercio lo è, muovendo grandi cifre invisibili al fisco, una vera evasione, oltre al rischio. D’obbligo il richiamo, almeno al buon senso e alla cautela, specialmente rispetto ai bambini.

E anche questo Capodanno 2017 non è arrivato senza fare vittime. Soltanto in Campania il numero dei feriti è salito a 46, due dei più gravi sono bimbi su 8 minori. Due dei 46 sono stati feriti da proiettili vaganti, si tratta di un uomo di 59 anni di Avella e una donna di 64 anni di Avella.

Numerosi gli interventi delle forze dell’ordine e dei vigili del fuoco che hanno lavorato duro anche questo primo giorno dell’anno.

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