Due anni senza Giulio, ancora niente verità per Giulio Regeni

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#2annisenzagiulio #veritàpergiulioregeni
Fonte: Twitter

#2annisenzaGiulio è l’hashtag che impazza su Internet per ricordare il rapimento del ricercatore friulano alle 19.41 del 25 gennaio 2016 a El Dokki: il giovane è diventato simbolo dei diritti umani negati. E arriva l’ennesima delusione: la Procura generale de Il Cairo ha detto che è falsa l’ultima informativa anonima arrivata ai media

#2annisenzaGiulio, anniversario caso Regeni

Oggi sono trascorsi due anni esatti da quella maledetta sera del Cairo, quando il nome di Giulio Regeni si aggiunse a quelli dei tanti egiziani e delle tante egiziane vittime di sparizione forzata. Pochi giorni dopo, il 3 febbraio, si sarebbe aggiunto al lungo elenco delle persone torturate a morte in Egitto. Da quel 25 gennaio 2016 le autorità egiziane si ostinano a non rivelare i nomi di chi ha ordinato, di chi ha eseguito, di chi ha coperto e ancora copre il sequestro, la tortura e l’omicidio di Giulio Regeni. Hanno dedicato questi 24 mesi a proporre moventi e ricostruzioni insinuanti e offensivi, oltre che del tutto irrealistici. Hanno ritardato, rinviato e preso tempo. In questa giornata si chiede ancora #VeritàperGiulioRegeni, ma si ricorda su Twitter anche con l’hashtag #2annisenzaGiulio, anche a protesta di chi vuole nascondere come sono andati i fatti a El Dokki.

Caso Regeni, situazione dopo due anni

L’Italia, dopo aver deciso nell’aprile 2016 il richiamo temporaneo dell’ambasciatore  il 14 settembre 2017 ha disposto l’ingresso di un altro diplomatico, vanificando la presa di posizione del Belpaese, pur ricordando sempre il giovane di Fiumicello strappato alla vita in maniera così barbara e crudele. La pista Cambridge, ovvero quella che spinge chi non vuole o non può chiedere la verità all’Egitto a cercarla in Gran Bretagna, sembra più un depistaggio che un concreto impegno. E in questa situazione di stallo e di confusione, si continua a chiedere verità per Giulio Regeni: oggi in oltre 100 città italiane si accenderanno migliaia di candele alle 19.41, l’ora del 25 gennaio di due anni fa in cui Giulio venne visto per l’ultima volta. La famiglia di Giulio è sempre in prima linea a chiede la verità, perché si rifiutano di consegnare loro figlio alla memoria senza rispondere alle mille domande che aleggiano di fronte a questa morte.

Verità per Giulio Regeni, falsa informativa inviata ai media

Seguendo il filone dell’anno scorso, con il celebre hashtag #365giornisenzaGiulio, il nuovo hashtag #2annisenzaGiulio insieme al più conosciuto #VeritàperGiulioRegeni è balzato tra i trend topic sui social. Segno che la maggioranza degli italiani non ha dimenticato quell’orrendo 25 gennaio del 2016 a El Dokki e intendono partecipare alle iniziative per favorire l’accertamento delle responsabilità e della verità per la sparizione, la tortura e l’uccisione di Giulio. Una verità che anche oggi, giovedì 25 gennaio, anniversario della scomparsa, tutti chiederanno a gran voce. L’attenzione mediatica sulla vicenda, che ha investito come un ciclone il Friuli Venezia Giulia, perché il giovane abitava a Fiumicello (oltre ad essere stato seppellito) e aveva studiato a Trieste, non è mai venuta meno. Anche perché, purtroppo, si è rivelata falsa l’ultima informativa anonima inviata ai media riguardante il caso Regeni, l’ennesima ferita che sarà difficile rimarginare.