E-commerce 2017, Italia terzultima nel commercio online

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Eurostat non mente, solo le imprese polacche e quelle bulgare in Europa sono messe peggio dal punto di vista delle vendite dagli e-store.

Italia maglia nera per siti e-commerce

Tantissimi siti ma poco e-commerce per l’Italia: tre imprese su quattro risultano dotate di un canale che permette di vendere online, ma solo una su dieci ha ricevuto degli ordini. Il Belpaese è in coda con Bulgaria e Polonia, e resta sotto la media europea in cui il 77% delle imprese ha un sito o un app e il 61% ha concluso una vendita. I dati sono emerse dopo aver effettuato una indagine Eurostat, la quale ha preso in considerazione solo le aziende con più di dieci dipendenti.

Commercio online, cifre Eurostat

La quota delle imprese che puntano sugli store online è ferma da due anni. Dal 12% del 2010, è cresciuta al 16% nel 2014 e lì è rimasta. L’e-commerce potrebbe offrire alle imprese la possibilità di espandersi oltre i confini nazionali, raggiungendo clienti indipendentemente dalla loro posizione geografica, come detto dai vertici Eurostat. Inoltre, è la Commissione Europea a spingere su un Mercato Unico Digitale in cui il commercio elettronico tra gli Stati membri sia uniforme, ma per ora è pura utopia. Se il 97% delle imprese europee vende e spedisce nel proprio Paese, meno della metà lo fa in altri Stati UE e meno di una su quattro riesce a vendere online in altri Continenti.

I freni degli e-store italiani

Almeno da questo punto di vista, l’Italia primeggia: l’e-commerce italiano dimostra di avere una visione internazionale con il 55% delle aziende con sito o app che vende in Europa e il 35% in Paesi extra UE. La necessità rende l’uomo furbo, visto che tra gli Stati con una maggiore propensione alla vendita oltre i loro confini ci sono Cipro, Grecia, Lituania, Lussemburgo, Austria e Malta, tutti Paesi con mercati interni molto  piccoli. Le ragioni dell’arretratezza digitale delle imprese italiane sono il costo di consegna e reso del prodotto e la totale mancanza di conoscenza di almeno una lingua straniera.