Estate 2017, spunta il caso delle case-pollaio in Salento

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A Gallipoli i casi peggiori, indagini GdF concentrate su proprietari di seconde e terze case

Dopo la notizia dei balconi con brandina affittati a 10 Euro a Gallipoli, la Guardia di Finanza dal 1 luglio 2017 ha concentrato le indagini e i controlli sui proprietari di seconde e terze case delle località balneari del Salento, per scoprire irregolarità. E’ venuto fuori un vero e proprio business delle case-pollaio, ovvero abitazioni senza neanche i minimi requisiti igienico-sanitari e riempite all’inverosimile da affittuari disonesti. Gallipoli è risultata la maglia nera di tutto il Salento, ma anche di tutta Italia: l’estate 2017 sarà ricordata proprio per questi locali invivibili, proprio dove si vive di turismo.

In 27 appartamenti sottoposti ai controlli GdF nel territorio di Gallipoli, in Salento, e precisamente nelle aree balneari di Baia Verde e Lido San Giovanni, le Fiamme Gialle hanno trovato 181 giovani turisti, 15 dei quali minorenni, provenienti da ogni Regione, mentre in 24 dei 27 appartamenti controllati è stata accertata la violazione all’ordinanza comunale sul divieto di sovraffollamento, oltre ad aver riscontrato che le abitazioni erano privi dei requisiti igienico-sanitari: in un caso, dei ragazzi minorenni è stato affittato un deposito con un piccolo bagno, senza finestre o impianto di aerazione, come appunto una casa-pollaio. Praticamente, i proprietari di seconde e terze case non hanno accertato il rispetto del rapporto tra il numero degli inquilini e la superficie abitabile, e non si accertavano che i locali fossero adeguatamente puliti.

Estate 2017, case-pollaio a Gallipoli: multe e sanzioni

La sanzione per i proprietari dei locali: oltre a una multa di 350 Euro per ogni persona in eccedenza, è stata emanata un’ordinanza comunale di sgombero coattivo delle abitazioni sovraffollate. Inoltre, la Guardia di Finanza sta facendo verifiche sull’assorbimento degli obblighi tributari previsti per le locazioni turistiche. Solo a Gallipoli, le sanzioni amministrative sono state pari a 62mila Euro. Da questa indagine, la GdF ha esteso le verifiche in tutta Italia, concentrandosi nelle località di vacanza più in voga.

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