Fumo di sigaretta: +50% tra i minorenni

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Fumo di sigaretta: +50% tra i minorenni

E’ un vero e proprio boom, quello che riguarda il fumo di sigaretta tra i minorenni. Secondo uno studio condotto, in Europa – dagli anni ’90 ad oggi – si è verificato un incremento del 50% del fumo di sigaretta tra i minori di 18 anni. Tra i dati raccolti, ce ne sono due preoccupanti: il primo riguarda l’Italia, maglia nera di questa preoccupante classifica; il secondo, invece, la fascia di popolazione interessata: i minorenni più interessati vanno dagli 11 ai 15 anni. In Nord Europa, complice il maggior prezzo di un pacchetto, la situazione migliora.

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Lo studio condotto dall’Università di Verona

Lo studio relativo al consumo di fumo di sigaretta è stato condotto dall’Università di Verona, nell’ambito del progetto Ageing lungs in european cohorts (Alec), finanziato da “Horizon 2020”. Lo studio ha evidenziato le tendenze di incremento di fumo, sia di sigaretta che di tabacco, tra la fascia di popolazione minore di 18 anni.

Le tendenze hanno mostrato un quadro completamente diverso, in cui è importante non solo educazione e prevenzione, ma anche la linea adottata dai vari paesi e il costo di un pacchetto di sigarette. Lo studio, coordinato da Deborah Jarvis del National heart and lung institute dell’Imperial College of London, è stato pubblicato sulla rivista Plos One.

Sud Europa particolarmente interessato, al Nord va meglio

La tendenza evidenziata dalla ricerca è molto chiara: il Sud Europa vive una situazione di particolare difficoltà in questo senso, con l’Italia che risalta come maglia nera dell’intera ricerca.

Al Nord Europa la situazione cambia, invece, con il consumo che è nettamente minore. Non soltanto un’opera preventiva ed educativa, ma anche di deterrenza. Il costo di un pacchetto di sigarette è almeno il doppio rispetto all’Italia (circa 10 euro a pacchetto), e ciò provoca l’allontanamento dei giovani dal fumo. La Francia di Macron sta tentando di seguire la stessa via.

Fumo di sigaretta maggiore tra 11 e 15 anni

Se è già preoccupante di per sè che il consumo di fumo di sigaretta sia aumentato del 50% tra i minorenni (mentre quello di tabacco è rimasto pressochè invariato), a preoccupare maggiormente è la tendenza nello specifico. A fumare sono soprattutto i giovani compresi tra gli 11 e 15 anni.

«Il risultato più preoccupante dello studio – ha sottolineato il professor Alessandro Marconriguarda i giovanissimi e il loro rapporto con il fumo; nella fascia 11-15 anni si è osservato un aumento dei nuovi fumatori dal 1990 in poi, con tassi che nell’Europa dell’Ovest, Belgio, Francia, Germania, Paesi Bassi e Svizzera hanno raggiunto i 40 nuovi fumatori ogni 1000 giovani per anno, e circa 30 per 1000 l’anno in Europa del Sud: Italia, Spagna e Portogallo»

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