Olimpiadi di Torino, Appendino minaccia dimissioni

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Olimpiadi di Torino, Appendino minaccia dimissioni

Le Olimpiadi di Torino 2026 o, meglio, la prorabilità che il capoluogo piemontese possa presentare candidatura, sono diventate sempre più oggetto di scontro. Il gruppo del Movimento 5 Stelle chiede a gran voce alla sindaca di ritirare la candidatura; Chiara Appendino, dal suo canto, protende per l’opzione low cost dei Giochi. Il dibattito si è molto presto trasformato in urla e scontri, che hanno portato all’interruzione della riunione, quando ormai era già l’una. Intanto in Piazza Castello è stato organizzato un flash mob, con più di 200 persone che hanno espresso a gran voce il loro desiderio che Olimpiadi di Torino ci siano nel 2026.

Il flash mob di 200 persone

Più di 200 persone, prima che ci fosse lo scontro nella riunione di maggioranza del Movimento 5 Stelle, hanno manifestato la loro volontà. I manifestanti, che sono in gran parte gli stessi che avevano agito per far sì che le Olimpiadi di Torino ci fossero nel 2006, hanno espresso in maniera assolutamente pacifica il loro desiderio di veder presentata la candidatura ai Giochi Olimpici del 2026 nel capoluogo piemontese.

Il flash mob si è svolto in Piazza Castello, di fronte a Palazzo Madama. Le 200 persone hanno portato striscioni e hanno composto una coreografia, con scritto 2026, a ritmo di musica.

Olimpiadi di Torino: lo scontro al Palazzo Civico

Doveva essere una semplice riunione di maggioranza, invece si è trasformata in un vero e proprio scontro che si è protratto fino a tarda notte, quando si è deciso di interrompere il tutto. Il tema, centrale, è ancora una volta la candidatura del capoluogo piemontese ai Giochi Olimpici 2016. Chiara Appendino, appoggiata dai due ministri M5S Fraccaro e Toninelli, opta per una soluzione low cost, che possa consentire la candidatura. Non sono dello stesso avviso tutti gli altri, però, che hanno chiesto che la candidatura fosse ritirata.

La riunione è iniziata alle 18, senza la presenza della sindaca. Quando lo scontro è iniziato a divenire serrato, sono intervenuti la stessa Appendino, con il vice Guido Montanari, l’assessore al Commercio Alberto Sacco, quelli all’Ambiente e alle Famiglie, Alberto Unia e Marco Giusta, e infine la responsabile dei Trasporti, Maria Lapietra. L’oggetto, sempre lo stesso, ha portato a uno scontro durato più di sei ore, all’interno delle quali Chiara Appendino è arrivata più volte alla minaccia: “Se non passa qui si va tutti a casa”.

Insieme alla candidatura, oggetto della discussione è il dossier che Alberto Sasso sta mettendo a punto per il Coni e per il sottosegretario alla presidenza del Consiglio, il leghista Giancarlo Giorgetti. Sasso è l’architetto di Beppe Grillo ed è stato incaricato dai Comuni dell’Unione Montana. Di fronte alla presenza del dossier, però, i consiglieri del Movimento 5 Stelle hanno chiesto in primis di visionare il contenuto, in secondo luogo hanno fatto sapere di essere contraro, senza però prendere una posizione ufficiale, cosa che ha obbligato Chiara Appendino ad essere presente.

Riunione interrotta: cosa si farà?

La riunione, che ha raggiunto i toni accesissimi fino ad arrivare a vere e proprie urla, si è interrotta intorno all’una di notte, quando la stanchezza ha preso il sopravvento. Il risultato, però, non c’è. Non si è arrivati ad una soluzione che potesse accontentare le parti e nè l’uno nè l’altro partito hanno avuto la meglio.

Chiara Appendino andrà comunque da Giorgetti, pur difettando dei numeri, per approvare lo statuto dell’associazione Torino 2026. Dovrebbe essere il preludio per la candidatura alle Olimpiadi di Torino, pur senza la maggioranza sperata.