Voto Taglio Vitalizi, la Camera approva: com’è la norma e cosa cambia

vitalizi parlamentari

La proposta di Legge Richetti è arrivata in Parlamento, per la precisione alla Camera dei Deputati. L’aula di Montecitorio, dopo due giorni sofferti, ha finalmente approvato la proposta di riforma dei vitalizi per i parlamentari. Il testo del taglio dei vitalizi dovrà passare al Senato dopo la pausa estiva. Il voto, come abbiamo già detto, è stato sofferto, ma il decreto legge è stato approvato dalla Camera mediante votazione, con 348 voti a favore, 17 contrari e 28 astenuti. Ma com’è la nuova norma e cosa cambia rispetto alla normativa ancora vigente? Ecco i principali aspetti e le novità previste dalla legge.

La riforma dei Regolamenti interni delle Camere risale al 2012 e prevede che l’assegno vitalizio dei deputati e dei senatori venisse abolito. Al suo posto è stato istituito un sistema di tipo previdenziale. Ma chi ha cessato il mandato prima del 2012 ha continuato a percepire i vitalizi, così come coloro che hanno esercitato un mandato in tale data a cui viene applicato un sistema basato sula quota di assegni vitalizi maturata al 31 dicembre 2011 e in parte calcolata con il nuovo sistema contributivo. Chi invece è stato letto dopo la riforma ha diritto a una pensione calcolata con il nuovo sistema, che però ha delle regole differenti rispetto a quello per i lavoratori dipendenti. La proposta di Legge Richetti prevede l’introduzione di un sistema previdenziale identico a quello per i lavoratori dipendenti, con estensione a tutti gli eletti, ex parlamentari compresi, che attualmente usufruiscono dell’assegno vitalizio. Abolito ogni privilegio, anche quelli dei consiglieri regionali e sul loro trattamento previdenziale. Le Regioni a Statuto Ordinario e a Statuto Speciale e le province autonome di Trento e Bolzano si debbano adeguare a quanto previsto dalla riforma taglia vitalizi, pena la decurtazione dei trasferimenti statali spettanti.

Il voto del taglio dei vitalizi approvato dalla Camera e in discussione in Senato dopo l’estate porterebbe dei cambiamenti: no più un regolamento interno del Parlamento, ma vera e propria legge; il trattamento previdenziale è equiparato ai lavoratori dipendenti, quindi si applica il limite di 65 anni per l’erogazione, eliminando la possibilità di diminuire tale limite per ogni anno di legislatura ulteriore ai 5 fino a un massimo di 60 anni, come accade oggi. Il nuovo sistema verrebbe applicato a tutti, ricalcolando la quota mediante il nuovo sistema contributivo ed è applicabile anche ai consiglieri regionali. Grande novità è la gestione separata Inps a cui finiranno le risorse destinate alle pensioni dei parlamentari, e per finire, sarà ammessa la reversibilità della pensione agli eredi, con le stesse regole valenti per ogni cittadino italiano. Insomma, il taglio dei vitalizi influirà anche sulle pensioni, senza più inganni per avere privilegi e benefici.

 

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