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Emilio Nuzzolese: «L’odontologia forense è scienza applicata alla giustizia»

20/01/2026

Emilio Nuzzolese: «L’odontologia forense è scienza applicata alla giustizia»

Tra scienza, diritto e tutela dei diritti umani, una disciplina chiave per la giustizia contemporanea ancora poco conosciuta in Italia

L’odontologia forense è una disciplina specialistica che opera nel punto di incontro tra scienza medica e sistema giudiziario, fornendo strumenti tecnici fondamentali per l’identificazione delle persone, la valutazione delle prove e il supporto alle decisioni giudiziarie. Un ambito ancora poco noto al grande pubblico, ma sempre più centrale nei procedimenti penali, civili e minorili, come sottolinea il professor Emilio Nuzzolese, odontoiatra forense di riconosciuto prestigio internazionale.

Dall’identificazione delle vittime nei disastri di massa alla stima dell’età dei minori privi di documenti, fino alla ricostruzione di elementi probatori complessi, l’odontologia forense rappresenta oggi un supporto scientifico essenziale per magistrati e investigatori. Un contributo che richiede rigore metodologico, competenze interdisciplinari e indipendenza di giudizio.

L’odontologia forense tra rigore scientifico e sistema giudiziario

«Il consulente forense non deve persuadere, ma dimostrare: ogni valutazione deve essere oggettiva, verificabile e documentata», spiega Nuzzolese, professore associato di Medicina Legale presso l’Università di Torino. Dottore di ricerca, già giudice onorario minorile, il docente è considerato uno dei massimi esperti internazionali del settore ed è incluso nel 2 per cento degli scienziati più citati al mondo secondo le classifiche elaborate dalla Stanford University in collaborazione con Elsevier.

La disciplina, spiega, si fonda sull’integrazione di competenze odontoiatriche, medico-legali, antropologiche e giuridiche, acquisite attraverso percorsi formativi altamente specialistici.

Nonostante la sua rilevanza, in Italia l’odontologia forense non gode ancora di un pieno riconoscimento istituzionale autonomo.

Pur essendo inserita tra le discipline dell’albo nazionale dei consulenti tecnici e periti presso i Tribunali, la figura dell’odontologo forense risulta spesso sottovalutata rispetto ad altri Paesi, dove opera stabilmente all’interno di équipe multidisciplinari del sistema giudiziario.

Etica, diritti umani e innovazione tecnologica: il valore sociale della disciplina

Nel corso della sua carriera accademica e professionale, il professor Nuzzolese è stato coinvolto anche in una complessa vicenda giudiziaria, originata nel 2019 da una segnalazione anonima. «È stata una vicenda dai contorni surreali, nata da una segnalazione anonima associata a un messaggio WhatsApp in inglese», afferma.

«Le contestazioni ipotizzavano truffa e falso: accuse alle quali mi sono sempre dichiarato completamente estraneo, pur avendo riconosciuto errori comunque privi di qualunque finalità fraudolenta». Secondo quanto emerso, alla base vi sarebbero sia elementi di ostilità personale e una lettura particolarmente restrittiva del ruolo di docente universitario e sue modalità di presenza, senza considerare i numerosi incarichi istituzionali e professionali svolti fino al 2025, in Italia e all’estero, tra cui quello di dirigente medico ospedaliero e di giudice onorario minorile.

Al di là delle vicende personali, Nuzzolese continua a rappresentare un punto di riferimento per l’odontologia forense, promuovendone il valore sociale e umanitario anche attraverso iniziative di odontologia forense umanitaria. «Essere odontologi forensi significa tutelare i diritti umani dei corpi senza nome e dei minori privi di identità», sottolinea, richiamando la dimensione etica del lavoro peritale e il dovere di indipendenza del consulente tecnico.

Un ruolo destinato a rafforzarsi anche grazie all’innovazione tecnologica. Radiologia tridimensionale, stampa 3D, analisi digitale delle immagini e applicazioni di intelligenza artificiale stanno trasformando le modalità operative della disciplina. «La tecnologia è uno strumento: il valore scientifico resta nella competenza e nel metodo», osserva il professore.

In un contesto in cui la scienza è sempre più chiamata a dialogare con la giustizia, l’odontologia forense si conferma così come una disciplina nella quale il rigore metodologico non è solo una garanzia scientifica, ma uno strumento essenziale di tutela dei diritti e della dignità delle persone.