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Giornata della Memoria: il discorso del Presidente Mattarella

Da Redazione

Gennaio 27, 2023

Giornata della Memoria: il discorso del Presidente Mattarella
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In occasione della Giornata della Memoria, il 27 gennaio 2023, il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella rivolge un pensiero alle vittime dell’olocausto.

Giornata della Memoria: il messaggio del Presidente Mattarella

Il 27 gennaio di ogni anno, a partire dal 2000, si celebra la Giornata della Memoria, in ricordo delle vittime dei campi di sterminio nazisti. In un’occasione tanto importante, e che accresce la propria rilevanza con il passare degli anni, perché non si può e non si deve mai dimenticare ciò che è stato, il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella parla al Quirinale e rivolge agli ascoltatori parole piene di significato.

Innanzitutto il Presidente ricorda il ruolo del 27 gennaio nel mantenere vivo il terribile ricordo degli stermini nazisti:

Ogni anno, il Giorno della Memoria, istituito con legge nel 2000, ci sollecita a ricordare, a testimoniare e a meditare sui tragici avvenimenti che attraversarono e colpirono l’Europa nella prima metà del secolo scorso, il Novecento; definito, da alcuni storici, non senza ragione, come «il secolo degli Stermini.»

Lo facciamo, sempre, con l’animo colmo di angoscia e di riprovazione. Gli anni che sono passati da quegli eventi luttuosi, infatti, non attenuano il senso di sconforto, di vuoto esistenziale, di pena sconfinata per le vittime innocenti che si prova di fronte alla mostruosità del sistema di sterminio di massa – degli ebrei e di altri gruppi considerati indegni di vivere – pianificato e organizzato dal nazismo hitleriano e dai suoi complici in Europa.

Il Presidente Mattarella continua il suo discorso ripercorrendo le ideologie e le politiche culminate in ultima istanza nella cosiddetta “soluzione finale” hitleriana.

Il sistema di Auschwitz e dei campi ad esso collegati fu l’estrema, ma diretta e ineluttabile, conseguenza di pulsioni antistoriche e antiscientifiche, di istinti brutali, di pregiudizi, di dottrine perniciose, di gretti interessi, e persino di conformismi di moda.

Tossine letali – razzismo, nazionalismo aggressivo e guerrafondaio, autoritarismo, culto del capo, divinizzazione dello Stato – che circolarono, fin dai primi anni del secolo scorso, dalle università ai salotti, persino tra artisti e scienziati, avvelenando i popoli, offuscando le menti, rendendo aridi cuori e sentimenti.

Le leggi razziali del 1938 e la responsabilità degli italiani nell’olocausto

Nel suo messaggio, il Presidente della Repubblica Italiana non manca di menzionare le responsabilità del fascismo nei riguardi dei terribili eventi di quei giorni bui, con l’approvazione delle leggi razziali del 1938. Mattarella ribadisce altresì l’importanza dell’articolo 3 della Costituzione:

La scelta nazista, con le famigerate leggi di Norimberga, e quella fascista – che la seguì omologandovisi – di creare una gerarchia umana fondata sul mito della razza e del sangue fornì i presupposti per la persecuzione e per il successivo sterminio.

Il regime fascista, nel 1938, con le leggi razziali agì crudelmente contro una parte del nostro popolo. È di grande significato che la Costituzione repubblicana, dopo la Liberazione, volle sancire solennemente, all’articolo 3, la pari dignità ed eguaglianza di tutti i cittadini, anche con l’espressione “senza distinzione di razza”. Taluno ha opinato che possa apparire una involontaria concessione terminologica a tesi implicitamente razziste. I Costituenti ritennero, al contrario, che manifestasse, in modo inequivocabile, la distanza che separava la nuova Italia da quella razzista. Per ribadire mai più.

Insistendo sulla necessità di assumerci la responsabilità del nostro passato, il Presidente afferma:

Vi furono tanti italiani, i “giusti”, che rischiando e a volte perdendo la propria vita, decisero di resistere alla barbarie nazista, nascondendo o aiutando gli ebrei a scappare.

Rendendo oggi onore a questi italiani, non possiamo sottacere anche l’esistenza di delatori, informatori, traditori che consegnarono vite umane agli assassini, per fanatismo o in vile cambio di denaro.  

Il discorso di Mattarella si conclude con una menzione colma di significato:

Un biglietto di una tra le tante vittime sconosciute, seppellito e ritrovato nei pressi dei crematori di Auschwitz, ammonisce e insegna ancora: «Sapete cosa è successo, non lo dimenticate, e tuttavia non saprete mai.»

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