Scontri in Brasile: sostenitori di Bolsonaro contro agenti di polizia

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In Brasile i sostenitori del presidente uscente Bolsonaro si scontrano con le forze di polizia. I manifestanti contestano i risultati elettorali.
cc. 3.0 by Antonio Cruz/Agência Brasil

In Brasile i sostenitori del presidente uscente Bolsonaro si scontrano con le forze di polizia: auto in fiamme e gas lacrimogeni. I manifestanti contestano i risultati elettorali.

Scontri in Brasile tra sostenitori di Bolsonaro e la polizia

Le elezioni del 31 ottobre hanno decretato che il Brasile avrà un nuovo presidente: Luiz Inácio Lula da Silva sostituisce Jair Bolsonaro ottenendo più di 60 milioni di voti.

Dopo l’iniziale silenzio del presidente uscente, durato settimane, Bolsonaro aveva contestato i risultati delle elezioni e i suoi sostenitori si sono uniti alle contestazioni.

Le proteste dei sostenitori di Bolsonaro hanno raggiunto il culmine lunedì 12 dicembre: alcune centinaia di manifestanti hanno tentato di fare irruzione nella sede della polizia federale nella capitale Brasilia.

I manifestanti hanno dato fuoco a cinque auto e varie automobili e ci sono stati scontri diretti con le forze dell’ordine, che hanno allontanato i sostenitori di Bolsonaro con bombe fumogene e gas lacrimogeni.

Intanto altri manifestanti circondavano l’albergo in cui alloggiava il presidente eletto del Brasile Lula.

Motivi della protesta: contestazione dei risultati elettorali

I sostenitori del presidente uscente Bolsonaro hanno cercato di fare irruzione nella sede della polizia federale a Brasilia per protestare contro la certificazione del risultato elettorale che conferma la vittoria di Luiz Inácio Lula da Silva e la sconfitta di Jair Bolsonaro.

Anche Bolsonaro ha contestato i risultati delle elezioni: dopo un lungo silenzio in seguito al ballottaggio che ha confermato la futura presidenza di Lula, Bolsonaro aveva chiesto l’annullamento dei voti elettronici.

Il presidente uscente aveva sostenuto che ci fosse stato un malfunzionamento dei software utilizzati per il voto elettronico e per questo motivo tutti i voti giunti secondo questa modalità non dovevano essere considerati validi. Bolsonaro non ha presentato alcuna prova a sostegno della sua tesi, ma se la votazione elettronica fosse stata annullata il leader di destra avrebbe vinto le elezioni.

Blocchi stradali e arresti: le proteste in Brasile

I sostenitori di Bolsonaro si sono uniti alle contestazioni del presidente uscente e già subito dopo la pubblicazione dei risultati elettorali erano scesi in strada per creare disordini con blocchi stradali. Alcuni dei manifestanti avevano anche invocato l’intervento dell’esercito per impedire a Lula di prendere il potere, per lo stessa ragione altri si erano riuniti davanti al palazzo presidenziale.

Ad intensificare ulteriormente le manifestazioni a sostegno del presidente uscente Bolsonaro, la decisione della Corte suprema brasiliana di arrestare temporaneamente uno dei leader delle proteste: José Acácio Serere Xavante, in custodia cautelare con l’accusa di aver compiuto azioni antidemocratiche, di aver sfruttato la sua posizione per persuadere altri a protestare e minacciare la sicurezza del presidente Lula.